Il Tirreno

Pisa

la sentenza

Tentato omicidio, 8 anni ad un giovane fantino

w
Tentato omicidio, 8 anni ad un giovane fantino

PISA Otto anni. È questa la condanna inflitta dal gup Donato D’Auria all’allievo fantino che un anno fa tentò di uccidere in viale delle Cascine un artiere polacco. Ieri mattina il giovane accusato,...

2 MINUTI DI LETTURA





PISA

Otto anni. È questa la condanna inflitta dal gup Donato D’Auria all’allievo fantino che un anno fa tentò di uccidere in viale delle Cascine un artiere polacco. Ieri mattina il giovane accusato, Salvatore Tarascio, 24 anni, di origine siciliana, durante l’udienza preliminare sul caso ha scelto il rito abbreviato. Il processo, iniziato a mezzogiorno, si è concluso alle tre del pomeriggio. Il pm, Giancarlo Dominijanni, ha chiesto per il giovane fantino la condanna a dodici anni di reclusione. Nel rinvio al giudizio, il pm che aveva diretto l’inchiesta, Giovanni Maddaleni, aveva contestato nel tentato omicidio due aggravanti, quella della premeditazione e quella dei futili motivi. D’Auria ha escluso i futili motivi ma ha riconosciuto l’aggravante della premeditazione, e, escludendo anche le attenuanti generiche, ha condannato Tarascio a otto anni, più il pagamento delle spese legali e di una provvisionale per l’artiere, che si è costituito parte civile, di 2500 euro per spese mediche sostenute. Ha condannato il fantino anche al risarcimento dei danni, da liquidarsi in separata sede.

Per la vicenda, che risale al 23 gennaio del 2011, il fantino era rimasto diverso tempo in carcere e poi agli arresti domiciliari fino alla vigilia di Natale. Tornato in libertà, ha trovato lavoro a Siena dove ora vive.

Secondo l’accusa fra il giovane fantino e l’artiere, suo coetaneo, c’era da tempo della ruggine sfociata in continue liti. L’ultima era stata furibonda e il siciliano avrebbe giurato di vendicarsi. Domenica 23 gennaio 2011 telefona al polacco e gli dà un appuntamento per le nove di sera fuori da un ristorante dove lo straniero era a cena. Appena uscito, l’artiere prende il suo motorino per andar via, ma il fantino si sarebbe lanciato su di lui con l’auto a 120 all’ora investendolo, ferendolo gravemente e scappando. Ai primi soccorritori l’incidente era apparso molto strano e niente affatto causale.

La prova che l’artiere era stato investito apposta era venuta proprio da lui, che, prima di essere sedato dal medico che lo aveva soccorso, aveva raccontato di conoscere perfettamente chi lo avesse investito. Una serie di indagini dei vigili urbani e della polizia avevano accertato che poteva trattarsi di Tarascio, la cui utilitaria bianca era stata trovata parcheggiata e incidentata a notte fonda in una strada di Barbaricina.

Da qui l’accusa di tentato omicidio e l’arresto del fantino e poi la richiesta di rinvio a giudizio del pm Maddaleni, che ha portato alla condanna a otto anni.(c.v.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino