«Gli albergatori non faranno gli esattori»
Confcommercio attacca il Comune sulla tassa di soggiorno: non è stato chiarito ancora nulla
PISA
Entrerà in vigore il prossimo primo marzo a Pisa la tassa di soggiorno. L'imposta sarà applicata direttamente dagli albergatori sul costo delle camere e sarà suddivisa in tre fasce: due euro per le strutture ricettive di lusso, 1,5 euro per quelle centrali e 1 euro per quelle low cost. La stima dell'amministrazione è di raccogliere tra i 2 ei 2,5 milioni di euro.
Oggi gli assessori alle finanze e al turismo, Giovanni Viale e Giuseppe Forte, hanno incontrato le categorie per dissipare gli ultimi dubbi. Confcommercio resta fortemente critica verso il provvedimento e Paolo Pesciatini, responsabile turismo dell'associazione, accusa il Comune di non avere sciolto i nodi relativi "alle procedure tecniche di riscossione" e anzi di aver "chiarito una volta per tutta che gli albergatori si tramuteranno in sostituti d'imposta". I due assessori hanno ribadito "che anche a Pisa la tassa di soggiorno si riscuoterà come nel resto d'Italia, così come prevede la legge" ovvero dovranno essere i titolari delle strutture alberghiere a inserirla nel listino prezzi dei soggiorni presso le loro strutture.
«L’assemblea di oggi - ha detto Pesciatini - non ha chiarito le procedure tecniche di riscossione della tassa di soggiorno e le parole fumose degli assessori Forte e Viale non hanno contributo a dissipare dubbi, incertezze, perplessità. La cosa più grave di tutte è che Viale e Forte hanno pubblicamente riconosciuto che gli imprenditori turistici, gli albergatori, i titolari di strutture ricettive saranno considerati di fatto sostituti di imposta e quindi responsabili dei mancati pagamenti, contrariamente a quanto previsto dall'articolo 3, comma 2 del Regolamento recentemente approvato dal Consiglio Comunale. Siamo nel regno dell'approssimazione e dell'arbitrio, e ad oggi non esistono i presupposti tecnici di chiara e ragionevole applicazione della tassa stessa. Come Confcommercio Pisa chiediamo un rinvio dell'applicazione della tassa di soggiorno, fino a che gli essenziali nodi tecnici e procedurali non saranno chiariti una volta per tutte. Inoltre viene confermata la quasi totale assenza di esenzioni e quindi anche i neonati pagheranno la tassa pur senza pagare il soggiorno in albergo. Infine, è emerso che i soldi provenienti dall'imposta di soggiorno saranno utilizzati in gran parte per voci di bilancio che nulla hanno a che vedere con il settore turistico”.
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