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Pisa

La Sesta Porta al decollo via Battisti cambia volto

di Francesco Loi
La Sesta Porta al decollo via Battisti cambia volto

Consegnati ufficialmente i lavori: tra un anno sarà pronto l’edificio polifunzionale dove saranno trasferiti gli uffici della polizia municipale, della Cpt e di Pisamo

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Una cittadella della mobilità. Dove si uniranno tutti i mezzi possibili: treno, navetta (People mover), parcheggio auto della stazione, parcheggio bici. Ecco, in estrema sintesi, quello che viene denominato il progetto Sesta Porta. E’ la rivoluzione lungo via Battisti, sul lato destro guardando verso viale Bonaini. Nello spazio compreso tra la strada e la stazione svettano le gru del cantiere della Clc, l’impresa di costruzioni che si è aggiudicata la gara per la costruzione delle due parti essenziali di cui si compone la Sesta Porta: l’edificio multifunzionale che radunerà una serie di servizi e sportelli della mobilità, e non solo, sparsi in città (Sepi, Polizia municipale, Pisamo, holding comunale, Cpt); e il nuovo capolinea/deposito dei pullman che lascerà via Pellico.

Le scadenze. Ieri mattina la firma tra Sviluppo Pisa (società immobiliare di proprietà della Pisamo) e la Clc, alla presenza del sindaco Marco Filippeschi, dei vertici della stessa Pisamo (il presidente Sergio Cortopassi e il direttore Alessandro Fiorindi) e del responsabile della Clc, Ubaldo Ganetti. L’atto fissa un impegno preciso: è infatti scattato il conto alla rovescia, fatto di 365 giorni, per la costruzione dell’edificio polifunzionale. Entro il febbraio 2013, dunque, lo stabile a fianco del dopolavoro ferroviario sarà pronto. Mentre, secondo impegno, la nuova stazione dei bus dovrà essere inaugurata entro il giugno 2014. In questo caso i lavori cominceranno in una seconda fase: per consentire la sua realizzazione dovranno essere prima demoliti i fabbricati ex Ages su via Battisti, attuale sede della Polizia municipale, in modo che sia per i vigili che per la Pisamo siano disponibili i nuovi uffici nello spazio polifunzionale.

Gli obiettivi. «Si tratta di dare un moderno scambio tra gomma e binari: una soluzione per una città europea quale Pisa aspira legittimamente ad essere», ha detto Filippeschi. «Mettiamo così mano a due quartieri, Sant’Antonio e Porta a Mare, tra i più devastati dai bombardamenti e mal costruiti nella fretta del dopoguerra». Secondo le stime dell’amministrazione, l’intera operazione (a cominciare dalla vendita dei locali nell’edificio) avrà un saldo positivo rispetto al costo sostenuto di 31 milioni di euro. E con quello sarà realizzato il parco urbano a verde lungo le mura, al posto dell’attuale stazione dei bus.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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