Il presidio
Sul tavolo del consiglio la proposta di Rebeldìa
Un nuovo parere legale e la richiesta al Comune di un punto di mediazione «L’amministrazione faccia una trattativa privata con tutti i concorrenti»
PISA. Un parere legale pesantissimo dell’avvocato Giuseppe Angella e una proposta di mediazione dell’avvocato Ezio Menzione sono gli ingredienti che il consiglio comunale si ritroverà nel piatto di domani mattina, quando sarà discusso l’argomento “Approfondimento delle ragioni che hanno determinato il diniego del sindaco all’assegnazione degli spazi di via Andrea Pisano a Rebeldìa”. Menzione, da tempo simpatizzante del cartello di oltre trenta associazioni, ha chiesto al suo collega Angella, consulente di diversi enti locali in Toscana, di studiare le motivazioni con cui il 20 gennaio scorso l’amministrazione comunale ha respinto l’assegnazione diretta a Rebeldìa, dopo che il bando del marzo 2011 era andato deserto. Il documento di Angella ora è nelle mani del sindaco Marco Filippeschi, dell’assessore al sociale Maria Paola Ciccone e dei capigruppo in consiglio. Il legale di Livorno analizza tutte le numerose norme che affrontano il tema: dal Regio decreto 827 del 1924 al Regolamento della gestione del patrimonio in vigore nel Comune di Pisa, passando per le direttive Cee 17 e 18 del 2004.
La conclusione è che «l’amministrazione può procedere ad assegnazione diretta – trattativa privata». Inoltre Angella trasforma questa possibilità «legittima» addirittura in «doverosa conclusione» se si considera il verbale della Conferenza dei Servizi del 26 gennaio 2011, l’atto con cui Comune, Provincia, Università e Dsu Toscana “convinsero” i disobbedienti a lasciare la vecchia sede di via Battisti. Gli ultimi tre enti, infatti, accettarono di versare 15mila euro all’anno ciascuno per cinque anni, vincolando la somma alla soluzione del caso Rebeldìa. Quella che mancherebbe, dunque, è la volontà politica, su cui però solo l’amministrazione ha potere di indirizzo. Menzione propone allora una mediazione tra due posizioni che appaiono inconciliabili: il Comune vuole fare un nuovo bando e Rebeldìa chiede l’assegnazione diretta. Ecco, i due soggetti si possono incontrare a metà strada «con una trattativa privata non esclusiva, ma che salvi l’eventuale pluralità di richieste»: insomma un tavolo che comprenda tutti i soggetti interessati. A quel punto vinca il migliore, ma qui Menzione fa una previsione: «Chi può competere con i 225mila euro che Rebeldìa porta in eredità dalla Conferenza servizi? Poi, la battaglia pacifista e il lavoro sui migranti sono riconosciuti da Pd e ambienti cattolici». Conclusione: «L’anno prossimo si vota; non ha senso la paura di inimicarsi associazioni che fanno molta meno attività culturale e che hanno altre provenienze politiche».
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