I paesi del Lungomonte sono finiti al tappeto
Giornata difficile per centinaia di famiglie, bloccata l’attività delle aziende Alcune persone costrette a uscire dall’abitazione passando dalla finestra
di Pier Luigi Ara
CALCI
Monti pisani, lungomonte e Valgraziosa in ginocchio per il maltempo. Disagio diffuso e difficoltà notevoli in conseguenza della neve, del freddo pungente e del forte vento di tramontana. Quella tra martedì e mercoledì è stata una notte difficilissima in alcune zone, in particolare a Calci, Asciano ed Agnano, dove un guasto alle linee Enel ha provocato un lunghissimo black out. A cominciare dalle 2.20 tutti al buio e conseguente interruzione del riscaldamento. Situazione critica in numerose abitazioni dove vivono malati ed anziani. Ad aggravare il quadro generale è venuta a mancare l’acqua, in quanto, sospesa l’energia elettrica ai pozzi di Agnano e alla centrale della Gabella, i rubinetti sono rimasti all’asciutto. In crisi i ristoranti, i bar, i negozi di parrucchiera; si è fermata l’attività nei laboratori. Chi dispone di depositi e cisterne domestiche ha potuto far fronte meglio all’emergenza. Sono state attivate le autobotti almeno nei casi di più urgente bisogno. Solo nel pomeriggio l’erogazione dell’acqua è tornata gradualmente alla normalità, dopo l’impiego di gruppi elettrogeni che hanno agito sulle pompe, ma così non è stato per l’illuminazione. Soprattutto in alcune frazioni si sono registrate richieste di aiuto.
Strade in tilt. Tanta neve principalmente al piano. Sotto un’alta coltre bianca Nicosia e Il Colle. Montemagno e Tre Colli, nell’alta Valgraziosa, sono rimaste in parte isolate per le strade impraticabili. Più difficoltoso ripristinare la viabilità nel borgo montano caro a Gabriele D’Annunzio.
Spiega il sindaco Bruno Possenti: «Il mezzo che ha spalato la neve a Montemagno in un primo momento si è bloccato, era potuto arrivare fino alla parte bassa del paese dove sorge il parcheggio; oltre non si è potuto spingere anche a causa delle auto parcheggiate che ostruivano il passaggio».
Ben coordinato e sollecito, dovunque, il lavoro di sgombero della neve sulle carreggiate. Si sono creati problemi a ripetizione per la caduta di alberi in varie località. Necessario l’intervento dei vigili del fuoco per rimuovere le piante.
Spettacolare l’opera dei pompieri accorsi sul territorio al confine tra Calci e San Giuliano perché una pianta, in un giardino privato, è andata a schiantarsi su una casa. Gli occupanti, in preda ad una comprensibile paura, sono stati costretti ad uscire passando dalle finestre. Nessuna conseguenza alle persone, notevoli invece i danni. Parte di un cornicione è venuto giù alla Gabella.
Non si contano le auto finite sotto gli alberi o grossi rami: segnatamente al Ponte Grande e non lontano dal Ponte dello Zucchino e poi alla Baragaglia e lungo la provinciale Vicarese, oltre che sull’Arnaccio-Calci e sulle arterie di alcune frazioni di San Giuliano e Vecchiano.
L’organizzazione. Antonio Piccioli, vicesindaco di Calci, insieme ad altri amministratori, temendo il peggio già nella serata di martedì aveva predisposto un piano con lo spargimento di sale nei punti di maggiore pericolo.
«Abbiamo provveduto – confida Piccioli – anche a diffondere centinaia di volantini con istruzioni semplici e consigli alla popolazione su come affrontare la realtà».
Scuole di ogni ordine e grado chiuse. A dare manforte al personale comunale, guidato da Fabio Casella e Bruno Novi, i volontari della Misericordia, del gruppo antincendio “Logli Paolo”, davvero ammirevoli, sono arrivati i rinforzi della Cri di Uliveto Terme.
Costante l’impegno di Giovanni Sandroni, delegato della protezione civile localmente. Non si contano le auto ed i camion in panne.
In un appartamento, dove risiede un giovane immobilizzato a letto e attaccato ad un dispositivo salvavita, è stato necessario portare un gruppo generatore di corrente. Si è pensato infine a predisporre strutture dove, se fossero sorte complicazioni, potessero essere ospitate persone con necessità prioritarie: l’Oasi del Sacro Cuore, la palestra, un albergo e le scuole.
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