Il Tirreno

Pisa

Questo governo non aiuta la coesione sociale dei lavoratori

Le misure adottate dall’ultimo governo di questa Repubblica espropriata delle sue componenti più rappresentative (cioè i partiti politici) in quanto fallimentari, non aiutano la coesione sociale...

2 MINUTI DI LETTURA





Le misure adottate dall’ultimo governo di questa Repubblica espropriata delle sue componenti più rappresentative (cioè i partiti politici) in quanto fallimentari, non aiutano la coesione sociale delle classi lavoratrici più povere. Al contrario si assiste a conflitti crescenti tra le varie categorie di operatori e si manifestano tensioni e frazionismi tra gli stessi lavoratori che contribuiscono a facilitare l’azione vessatoria del potere esecutivo.

I privilegi dei cosiddetti poteri forti che decidono gli assetti politici non solo nazionali, ma anche europei e mondiali rimangono immutati ad iniziare dagli intoccabili petrolieri, assicuratori, banchieri e imprenditori finanziari.

Il mix micidiale di multinazionali e lobby finanziarie-militari non trova ostacoli, ma anzi con la forte speculazione di mercato (borse, ecc.) aggrava le situazioni contabili e di debito delle comunità più deboli. Di qui i conflitti sociali crescenti dei nuovi poveri, ovvero nuovi schiavi ex-cittadini. La recessione economica ovviamente si traduce in regressione socio-politica con la mortificazione di ogni democratica espressione di dissenso.

L’attuale sistema tende a ridurre gli spazi della democrazia, ad intensificare la guerra tra poveri, a distruggere l’etica civile, ad accrescere la schiavitù della comunità, che non ha strumenti adeguati di difesa e deve solo soccombere senza scampo alcuno, ad accentrare i poteri nell’ottica dello Stato-padrone. Purtroppo questa anomala situazione italiana (e non solo), derivata dal fallimento dei partiti di rappresentanza e decisa dai poteri occulti delle oligarchie dominanti, è sicuramente destinata a crescere in ossequio alle concentrazioni finanziarie e bancarie europee e mondiali che gestiscono i debiti dei vari Paesi, che orientano i mercati e le agenzie di valutazione e seguono a loro volta le indicazioni socio-economiche-politiche generali delle cupole onnipotenti ed invisibili o quasi e sconosciute ai sudditi schiavi del nostro tempo. Governi, democrazie, repubbliche o meno, assetti interni ed internazionali costituiscono infatti lo scenario quotidiano su cui i pochissimi veri giocatori e manipolatori del mondo consumano il proprio tempo senza etiche di riferimento se non quelle dello sfruttamento e prevaricazione e del dominio sui popoli per il profitto, supremo re, di tutti i comportamenti umani.

Marco dei Ferrari

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera