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Pisa

È boom di badanti Sono più di 6mila in tutta la provincia

È boom di badanti Sono più di 6mila in tutta la provincia

La Fondazione Moressa: non conosce crisi la richiesta di manodopera per la cura della persona e della casa

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di Francesco Loi

PISA

Sono oltre 6mila le badanti, o comunque i lavoratori e lavoratrici domestiche straniere, a Pisa e provincia. Per la precisione 6.059. Quasi l’1% (0,9) dell’intera presenza registrata sul territorio nazionale. Un numero elevato, a metà tra il settore del lavoro e quello del sociale, tenendo conto che si tratta delle presenze ufficiali, visto che, in tale ambito, l’emersione dell’irregolare è una problematica assai nota.

Certe cifre dicono anzitutto che la richiesta di badanti non si ferma neppure di fronte alla crisi: dal 2001 il numero di lavoratori domestici stranieri sul territorio nazionale è quintuplicato, raggiungendo quota 711mila. Nelle casse dell’Inps sono stati versati nel 2010 700 milioni di euro, pari a 985 euro a persona, a fronte di un guadagno medio annuo di 5.828 euro. Il fenomeno è stato analizzato dalla Fondazione Leone Moressa, che ha realizzato una ricerca basandosi sugli ultimi dati Inps relativi ai lavoratori domestici iscritti all’istituto previdenziale.

L’analisi. «La richiesta di manodopera straniera per la cura della persona e della casa - spiegano i ricercatori della Fondazione Moressa - non ha conosciuto crisi. Il progressivo invecchiamento della popolazione, la maggiore presenza delle donne nel mercato del lavoro e la scarsità di servizi assistenziali pubblici spinge molte famiglie ad affidare a terzi la gestione dei propri anziani (e in alcuni casi anche della casa)». I dati presentati non descrivono in realtà tutto il fenomeno, aggiungono, «dal momento che molte badanti che lavorano nel nostro Paese lo fanno in nero. E non è da escludere che molte famiglie, sebbene si avvalgano di manodopera regolare, non dichiarino tutte le ore effettivamente lavorate dalle badanti. Accanto alle procedure di emersione (attraverso regolarizzazioni o sanatorie), la politica migratoria dovrebbe riconoscere a questo lavoro una vera e propria professionalità e incentivare le famiglie alle assunzioni regolari mediante agevolazioni fiscali, dato il grosso peso economico che occorre sostenere».

I numeri. Ma quante sono e quanto contribuiscono le badanti? In Italia si contano nel 2010 oltre 871mila lavoratori domestici regolarmente iscritti all’Inps. Di questi l’81,5% è straniero (710mila unità), e tra questi il 71,8% proviene da Paesi extracomunitari. Una media che a Pisa e provincia è leggermente inferiore: sugli oltre 6mila lavoratori, gli stranieri sono il 77,7%. In effetti, negli ultimi dieci anni a crescere sono stati proprio gli stranieri: il loro numero si è quasi quintuplicato (+408,3%), mentre per gli italiani si arriva appena al +23,7%. Complessivamente i lavoratori domestici versano nelle casse dell’Inps 834 milioni di euro in contributi, di cui l’83,9% da colf e badanti di origine straniera (699 milioni). Nel periodo 2001-2010 la crescita dei contributi versati è stata del +274,8%, ma se si osserva la parte riservata agli immigrati si tratta del +487,6% (quindi quasi sei volte).

La diffusione. La nostra provincia, come presenze assolute di badanti e lavoratori stranieri a domicilio, è al 26° posto in Italia (su 103 territori presi in considerazione dalla ricerca). Un risultato notevole, dal momento che, in Toscana, solo Firenze mostra un numero più alto (oltre quota 20mila). Non a caso sono le metropoli ad occupare le vette della classifica. Roma, Milano e Torino sono le prime tre province italiane per numero di badanti. Firenze è quinta assoluta, Lucca è al 32° posto e Livorno al 36°: in entrambi i casi si scende sotto la soglia delle 5mila.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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