Il presidio
Gli impianti chiudono parte la caccia al pieno
Il carburante scarseggia dopo le file dei giorni scorsi e il blocco dei rifornimenti Riunione dal prefetto, decisa la scorta per approvvigionare alcuni benzinai
di Daniele Benvenuti
PISA
Giornata infernale per gli automobilisti pisani che hanno visto progressivamente, ora dopo ora, chiudere gli impianti di carburante. Chi, infatti, ha atteso la giornata di ieri per riempire il proprio serbatoio ha avuto molte difficoltà, specie nella seconda parte della giornata.
Dopo una mattinata sostanzialmente tranquilla con molti distributori ancora aperti, infatti, i problemi sono arrivati nel pomeriggio. Molte pompe, nelle ore della mattina hanno esaurito le scorte (il primo a finire è stato il gasolio), costringendo quindi i gestori a chiudere nel pomeriggio.
Ordini senza risposta. Gli ordini sono partiti da quasi tutti gli impianti per i rifornimento, ma dalla raffineria di Livorno nessuna autobotte è riuscita ad eludere il blocco ed a partire per i consueti giri. Fortunati sono stati quei, pochi, distributori i cui rifornimenti arrivavano da fuori regione; Livorno è infatti la zona più calda per quanto riguarda il blocco dei manifestanti. Per capire quanto sia stata la richiesta di carburante concentrata in poche ore, citiamo il caso di un impianto di Pisa città. Il gestore ha rifornito le proprie cisterne venerdì, stimando una autonomia di una settimana; mercoledì alle 13 le pompe erano a secco. «Gente che normalmente mette 10-20 euro di benzina - ci ha detto - si è presentata addirittura con le taniche dopo aver fatto il pieno».
Autobotti scortate. Nel frattempo il prefetto ha convocato d’urgenza i rappresentanti delle categorie. Obiettivo individuare alcune pompe da destinare ai mezzi di soccorso e di pubblica utilità. «Il prefetto ci ha chiesto di individuare almeno tre impianti in altrettante zone della provincia - spiega il coordinatore provinciale della Faib Adriano Rapaioli - in cui poter far arrivare i rifornimenti. Impianti che dovranno servire, però, solo ambulanze e mezzi di pubblica utilità». Stamattina, con molta probabilità, le autobotti saranno scortate dalla polizia per garantire il rifornimento di un distributore a Pisa, di uno nella zona del Cuoio e di uno in Valdicecina. «Ovviamente la prefettura ha imposto che i nomi fossero top secret - conclude Rapaioli - per evitare assalti di automobilisti a corto di carburante. Questi impianti, infatti, hanno l’obbligo di destinare buona parte del contenuto dei loro serbatoi per i mezzi d’emergenza».
Galilei: carburante per 3 giorni. Anche l’aeroporto Galilei, ovviamente, sta risentendo del blocco delle autobotti per il rifornimento del carburante. Sat si è però tutelata, cercando di approvvigionarsi da altre raffinerie oltre a Livorno. Il carburante per lo scalo pisano arriva da Ravenna e da Calenzano. La situzione è sotto controllo almeno per altri due giorni; domani, ricordiamo, che i trasportatori hanno annunciato di voler comunque terminare la loro protesta.
Pochi disagi nei negozi. I distributori sono stati quelli maggiormente colpiti dal blocco dei tir. Meno disagi per i negozi, soprattutto in città. I rifornimenti arrivano infatti in larga parte da aziende locali, ad esempio per l’ortofrutta, che quindi utilizzano mezzi di più piccole dimensioni. Qualche problema in più per la grande distribuzione. Ieri, ad esempio, i mezzi che riforniscono i supermercati della nostra provincia hanno trovato ostacoli sia in autostrada (con il blocco del casello Versilia, ad esempio) che sulla Fi-Pi-Li.
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