Italia
Federdistribuzione non può sedere al tavolo sugli orari
La forma è sostanza e le regole vanno rispettate, soprattutto se a violarle clamorosamente è l'amministrazione comunale di Pisa. Nulla contro Federdistribuzione, ma l'associazione che rappresenta le...
La forma è sostanza e le regole vanno rispettate, soprattutto se a violarle clamorosamente è l'amministrazione comunale di Pisa. Nulla contro Federdistribuzione, ma l'associazione che rappresenta le grandi strutture commerciali non ha più alcun legittimo titolo per partecipare ai tavoli di concertazione. L'assessore al commercio Giuseppe Forte dovrebbe limitarsi a prenderne atto e agire di conseguenza, senza ostinarsi caparbiamente in forzature ed arbitrii che non possiamo accettare. Troppo comodo e semplicistico ridurre il tutto ad una mera questione formale, secondo le parole dello stesso assessore, quando in molte altre vicende cittadine Forte pretenderebbe invece il rispetto assoluto dei più formali e burocratici protocolli.
A questo proposito chiediamo alle autorità competenti, in particolar modo al comando dei vigili urbani, l'applicazione rigorosa dell'articolo 80 della legge regionale n. 61, pubblicata nel Bur del 28/12/2011, in cui al comma 6 si prevede che il Comune può “consentire l'apertura domenicale e festiva degli esercizi commerciali al dettaglio in sede fissa, previa concertazione con le associazioni di categoria e dei consumatori”.
Pertanto, non avendo proceduto alla concertazione di secondo livello, le attività commerciali esterne al centro storico dovranno osservare il turno di chiusura. Quindi, per una questione di diritto e per il profondo rispetto verso gli imprenditori che ci onoriamo di rappresentare, se al tavolo di domani parteciperà anche Federdistribuzione, come Confcommercio Pisa ci alzeremo e ce ne andremo un'altra volta. Un rispetto che anche l'assessore Forte dovrebbe poter contemplare nei confronti di imprenditori e commercianti della città, troppo spesso costretti a lavorare in condizioni difficili, a fronte di servizi molto scarsi e all'interno di un contesto urbano caotico e talvolta sporco e degradato.
Federico Pieragnoli
direttore di Confcommercio
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