Museo, fondi insufficienti «Il ministero intervenga»
Maddalena Ragni (direttrice regionale beni culturali): il precedente contributo basta per gli scavi, ma servono altre risorse per il funzionamento della struttura
di Francesco Loi
PISA
I progetti per il Museo delle navi antiche ritrovate nel 1998 alla stazione di San Rossore (e anche degli scavi) non sono fermi. Ma si sa già che, in prospettiva dell’apertura (serviranno ancora almeno due anni), i fondi stanziati nella scorsa primavera - 4 milioni di euro - non sono sufficienti.
E’ quanto emerge da un colloquio con Maddalena Ragni, direttrice regionale per i beni culturali. Così, a maggior ragione, acquista peso e significato l’incontro al ministero dei Beni culturali messo in agenda dal sindaco Marco Filippeschi all’inizio della prossima settimana. Dai palazzi romani dovranno giungere risposte decisive. «Roma, al di là del sostegno sotto il profilo gestionale, dovrà supportare il Museo nel tempo e per questo serviranno di sicuro ulteriori risorse», dice la dottoressa Ragni.
Ma facciamo il punto su quanto sta avvenendo intorno sia agli Arsenali Medicei (sede designata del museo) sia al sito degli scavi presso la stazione ferroviaria di Pisa San Rossore. La soprintendenza regionale tiene incontri mensili sul tema, dopo aver designato due esperti per seguire i vari aspetti: il sovrintendente Agostino Burreca per la parte architettonica e l’allestimento museale; Gennaro Miccio (sovrintendente di Salerno) per il cantiere di scavo.
Partendo da quest’ultimo, si tratta del settore per il quale i finanziamenti giunti quando il ministro era Galan (2 milioni sui 4 complessivi) sono invece sufficienti. «Riguardo al sito di scavo - dice Maddalena Ragni - la parte progettuale è conclusa ed è stata inviata la documentazione per avviare le procedure di gara relative all’assegnazione dei lavori».
Confermata la vecchia ipotesi: «Sì, il cantiere degli scavi sarà chiuso: non è possibile prevederne l’estensione per ragioni di spazio e di finanziamenti. La copertura dell’area sarà tale da permettere in futuro, se qualcuno vorrà, di rimetterci mano». Intanto potranno essere completate le operazioni di restauro a vantaggio delle imbarcazioni e del loro prezioso carico. Il problema ora è per il laboratorio dedicato proprio al restauro, che si trova ancora in un prefabbricato nei pressi dell’area degli scavi.
La dottoressa Ragni conferma che è stato stilato un cronoprogramma di due anni. E che «si lavora in modo parallelo ed integrato con gli allestimenti, in modo che progressivamente le barche restaurate possano entrare nel museo».
Qui si arriva al secondo capitolo, quello più delicato: il Museo. Per le opere di restauro delle facciate e delle coperture degli Arsenali Medicei il progetto è pronto e devono essere completate le procedure di gara. «I tempi sono abbastanza brevi», dice la direttrice regionale. «L’importante - aggiunge - è sviluppare una riflessione anche sul progetto di allestimento, così da inserire alcuni elementi di valorizzazione reciproca tra l’esposizione e la sede che la ospita».
Sono in corso contatti serrati con Università e Demanio che hanno come oggetto il padiglione San Vito, immobile che si affaccia sul cortile interno degli Arsenali di lungarno Simonelli. «Sarebbe uno spazio ideale - spiega Maddalena Ragni - per accogliere il laboratorio di restauro e poi il potenziamento dei servizi legati al museo, come un bookshop e un punto ristorazione».
Riassumendo, la situazione è per ora ritenuta «abbastanza sotto controllo». Ma sarà rispettato il proposito della grande inaugurazione entro il 2014? «Faremo di tutto, sarebbe il momento migliore vista la coincidenza con il 950° anniversario della costruzione del Duomo e quindi di Piazza dei Miracoli». Infine, si torna al futuro: «Un museo così ha costi fissi abbastanza elevati, il tavolo sulla gestione va ripreso quanto prima».
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IL MUSEO DELLE NAVI DI PISA
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