Il Comune ha deciso: «I negozi apriranno soltanto 21 festività»
L’area pisana sceglie la linea del presidente Enrico Rossi in fatto di liberalizzazione degli orari del commercio, chiudendo la porta al decreto Monti e varando un calendario di 21 aperture festive (15 da gennaio a novembre e 6 nel mese di dicembre) per quelle attività al di fuori del centro storico.
Questo il risultato dal tavolo di concertazione convocato ieri mattina alla presenza dei Comuni dell’area (Pisa, San Giuliano, Cascina, Vicopisano, Vecchiano e Calci), delle associazioni di categoria, sindacati, consumatori, Legacoop e Federdistribuzione: 13 i pareri favorevoli alla regolamentazione, contrario solo quello del rappresentante della grande distribuzione.
«Nel protocollo – ha spiegato l’assessore al commercio Giuseppe Forte - regolamentiamo in modo più unitario possibile la materia. Nel 2012 le aperture domenicali e festive saranno 21, mantenendo la consueta rotazione domenicale già in atto da anni e che garantisce un livello adeguato del servizio in linea con le attese della domanda. Resta confermata la possibilità di deroga alla chiusura all’interno dei centri storici, mentre cade il vincolo dell’orario fisso di chiusura alle 22. La legge regionale, infatti, dà la possibilità ad ogni attività di rimanere aperta per un massimo di 13 ore».Su questo passaggio, pesano ancora i ricorsi che la Regione ha già fatto al precedente decreto del governo Berlusconi e le eventuali contromosse del governo. L’area pisana ha comunque deciso di seguire la linea del presidente Rossi. Ancora Forte: «Questa scelta risponde alla necessità di orientamenti e decisioni condivise nell’area pisana. Occorre però lavorare per trovare mediazioni e sinergie con Lucca e Livorno dove sono in corso le valutazioni in merito alle nuove norme su orari ed aperture. E per questi aspetti il Comune di Pisa si prende l’onere del coordinamento più ampio per soluzioni più condivise in un territorio più ampio ma omogeneo. Vista comunque l’attuale fase – precisa l’assessore -, in cui sono prevedibili mutamenti anche a seguito dei ricorsi pendenti sul conflitto di legittimità costituzionale in materia di commercio fatto dalla Regione Toscana, il tavolo di concertazione si riunirà almeno una volta al mese per seguire l’evolversi della vicenda, pronto a rivedere le proprie posizione e decisioni oggi condivise».
Per quanto riguarda i comuni limitrofi (da Forte a Lucca) è in vigore un’ordinanza che fissa un calendario di aperture concordato, mentre Livorno sta ancora valutando la posizione da prendere.
Adesso saranno i singoli tavoli di concertazione comunali a individuare le festività e ad apprestare le ordinanze in grado di disciplinare orari ed aperture. «Con l’ordinanza – conclude l’assessore - Pisa disciplinerà anche le aperture notturne degli esercizi di somministrazione, mantenendo l’attuale orario di chiusura».
Soddisfatti i rappresentanti delle due associazioni del commercio. «L'accordo è un atto di grande responsabilità e lungimiranza, ponendo un argine di buon senso e di ragionevolezza», dichiara il vicedirettore di Confcommercio Elisabetta Ficeli. «Alla fine ha prevalso il buon senso – aggiunge il vicedirettore di Confesercenti Giulio Garzella -, con un calendario verificato negli anni passati e che risponde alle esigenze di tutti».
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