Il presidio
Innamorati pazzi della ricerca inventano il futuro
Lucia Maffei
◗
Un momento dellOpen Day della ricerca organizzato dallateneo 3 MINUTI DI LETTURA
PISA. Dalle cellule del cuore ai comportamenti ricorrenti dei primati, passando per i sistemi di monitoraggio per la cura delle malattie mentali. Gli interessi dei giovani dietro agli stand dell'Open Day della ricerca a Palazzo Reale, svoltosi nei giorni scorsi, non potrebbero essere più vari. Varia è anche la loro età e il loro status accademico. Qualcuno è ancora tesista, qualcun altro sta per cominciare il dottorato, altri invece sono già a capo di importanti gruppi di ricerca. Ma che si occupino di etologia, medicina o ingegneria, hanno tutti in comune una grande passione per la materia. «Nel futuro vorrei continuare a occuparmi di primatologia, cioè della scienza che studia i primati - racconta Alessandra Zannella, 25 anni di Terracina, reduce da un'esperienza di studio nel sud del Madagascar. «Ho trascorso tre mesi in una riserva a studiare i comportamenti di due specie di lemuri in caso di inattività, stress da aggressione e momenti di gioco», racconta la studentessa, laureanda in biologia comportamentale. La sua tesi riguarda appunto i lemuri osservati in Madagascar, un totale di 36 esemplari appartenenti a quattro diversi branchi e a due diverse specie. «Osservando i comportamenti degli animali nelle varie fasi del giorno - continua Alessandra - è stato possibile individuare gli atteggiamenti ricorrenti adottati da primati di specie anche rara nel loro ambiente naturale. Il senso di questa raccolta dati sui nostri antenati è naturalmente sapere di più sulla specie umana». Affascinata da tutt'altro campo di studi è invece Elisabetta Rosellini, di Santa Maria a Monte, assegnista di ricerca e coordinatrice di un progetto quinquennale per lo sviluppo di tessuti cardiovascolari a partire da cellule staminali adulte. «Il progetto si chiama Bioscent, coinvolge 15 partner da otto paesi europei ed è stato finanziato nell'ambito del settimo programma Quadro della Commissione Europea per 6 milioni e mezzo di euro complessivi - racconta Elisabetta -. Lo scopo del progetto è sviluppare impalcature polimeriche in grado di guidare lo sviluppo del tessuto cardiovascolare». Un obiettivo ambizioso, quello di Elisabetta e del suo gruppo, che però sembra sempre più raggiungibile: «Dal 2012 cominceremo i test veri e propri». Attivo nella ricerca in favore dei malati anche il lucchese Andrea Guidi, 27 anni, che a gennaio inizierà il dottorato dedicato all'analisi della voce e all'elaborazione del segnale fisiologico. «Dopo la laurea in ingegneria biomedica ho avuto un contratto di collaborazione con l'Università per sviluppare algoritmi relativi all'analisi della voce umana», spiega Andrea. Il suo lavoro fa parte di un progetto complessivo (chiamato Psyche) che mira a sviluppare una piattaforma per il monitoraggio a breve e lungo termine di pazienti affetti da disturbo bipolare. «Raccogliendo e memorizzando tramite smartphone i dati relativi ad esempio alla frequenza respiratoria, al sonno e appunto alla voce del paziente - conclude Andrea - sarà possibile fare previsioni affidabili sul suo andamento psichico».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
