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Pdci, la pisana Lucia Mango eletta segretario regionale
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Lucia Mango è il nuovo segretario regionale dei Comunisti Italiani. Pisana, 35 anni, è stata eletta stamani a Ponte a Elsa (Empoli), alla presenza del segretario nazionale del Pdci Oliviero Diliberto. Mango prende il posto di un altro pisano, Nino Frosini, alla guida dal 2003. Mango fa politica da quando ha diciotto anni, ha aderito al Pdci fin dalla nascita del partito, nel 1998. Nel 2008 è stata candidata sindaco a Pisa per i Comunisti Italiani. Imprenditrice - lavora come amministratore di una società che produce impianti per energie rinnovabili - Mango è stata eletta all'unanimità. «Per prima cosa - ha detto - ringrazio le compagne e i compagni che ancora una volta hanno avuto fiducia in me per una così grande responsabilità. So che non sarà facile affrontare le difficoltà alle quali la situazione politica ci pone di fronte, ma sono certa che avrò al mio fianco tutti i compagni che fino ad oggi mi hanno accompagnato. E spero anche molti di nuovi. La ragione che oggi mi spinge a far politica ed a farla da comunista è quasi ovvia: la necessità di consegnare a chi verrà dopo di noi una società più equa, in cui la dignità delle persone sia un valore assoluto. Infatti, proprio in questi giorni abbiamo tristemente constatato che perfino la nostra Toscana, da sempre terra di pace e d'accoglienza, non è estranea a episodi che una società civile non può tollerare. Il nostro scopo, anche in Toscana, dove abbiamo la responsabilità del governo, è quello di migliorare le condizioni materiali dei lavoratori, di qualunque nazionalità essi siano, ma occorre che sappiamo che per ottenere questo risultato dobbiamo costruire un partito più forte, riavvicinare alla militanza molti di coloro che se nesono allontanati e tanti giovani che non riconoscono alla politica una reale capacità di cambiare le cose. Dobbiamo, dunque, continuare il percorso avviato in questi anni, che sono stati anni difficili, ma nei quali nonostante le difficoltà siamo riusciti, in Toscana, a tenere aperta un'altra prospettiva, quella di un partito che sceglie di stare da una parte e tenta, tra mille limiti soggettivi e difficoltà oggettive, di dare una rappresentanza politica alle istanze che provengono dal mondo del lavoro e che oggi, in un mondo globalizzato e colpito da una pesante crisi economica e sociale, assumono migliaia di risvolti diversi e talvolta drammatici».
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