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Boom di sfratti per morosità «Tante case vuote e pochi soldi»
E. S.-D. R.
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PISA. È una situazione drammatica quella delle esigenze abitative in provincia di Pisa. Secondo i dati forniti dall'Unione Inquilini, relativi al 2010, la provincia si colloca al secondo posto in negativo in Toscana per numero di sfratti richiesti ed eseguiti. Lo scorso anno, le richieste di esecuzione presentate agli ufficiali giudiziari per ottenere l'intervento della forza pubblica sono state 2.037, con un aumento del 131% rispetto al 2009. Gli sfratti effettivamente eseguiti sono stati 294, con un incremento del 223%. Delle 621 sentenze di sfratto, tra Pisa e provincia, quelle per morosità sono 528, oltre l'85% del totale, mentre quelle per finita locazione sono solamente 93. Il Comune cerca di affrontare l'emergenza con 2.830 appartamenti nelle case popolari, a cui dovrebbero aggiungersene altri 130, di cui 20 sono quasi terminati. Si tratta, in ogni caso, di numeri troppo bassi se si tiene conto che ogni anno vengono presentate circa 900 domande all'Erp (Edilizia residenziale pubblica). Della drammaticità della situazione è cosciente l'assessore alla casa del Comune Ylenia Zambito, che ha recentemente presentato la Nuova Agenzia Casa, la quale cerca - attraverso l'affitto concordato con i privati - di soddisfare i bisogni della cosiddetta "zona grigia" di chi non può fare richiesta di una casa popolare perché il reddito supera il limite, ma nemmeno può permettersi affitti ai valori di mercato. Finora, l'Agenzia (gestita da Apes) ha ricevuto 43 domande, di cui 30 ammesse. «È una situazione drammatica e nel 2011 i dati sono addirittura peggiori - spiega Zambito - Voglio precisare, però, che le uniche persone a cui si intima lo sfratto nelle case popolari sono quelle che, come risulta dall'analisi del reddito, possono pagare il canone. E i debiti contratti possono essere rateizzati addirittura in 90 mesi per rendere accessibile il pagamento anche a chi ha meno disponibilità». «Per l'edilizia pubblica - prosegue l'assessore - mancano i soldi. Gli introiti dei canoni e delle vendite non sono sufficienti per fare quanto è necessario. Finora, abbiamo attratto investimenti dalla Regione per poter finanziare la ricostruzione ex-novo di 500 appartamenti, ma ciò accrescerà solo di 50 unità il numero totale, visto che molti di quelli attuali verranno dismessi». C'è poi la contraddizione degli appartamenti vuoti: 4.461 nell'edilizia privata e 73 nella pubblica (di cui 15 in lavorazione). «Vorremmo portare il numero di abitazioni popolari vuote vicino allo zero, ma mancano i soldi da destinare al recupero, che in media costa 10mila euro ad appartamento - dice Zambito - Lancio un invito ai sindacati degli inquilini a collaborare per permettere il recupero immediato di alcuni alloggi che non possono essere assegnati a causa del loro cattivo stato».
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