LA CRONISTORIA
Delibere contraddittorie e una cessione ancora non pagata
G.C.
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PISA. Lasciando da parte buone o cattive intenzioni e possibili interpretazioni, due sono i fatti che nessuno nega e che costituiscono il cuore del problema nell'affaire Ikea: il Comune ha prodotto atti che si contraddicono tra loro; inoltre, la società Sviluppo Navicelli non ha mai versato un centesimo per la cessione del terreno tra Darsena e Aurelia. Partiamo allora dal primo punto. La deliberazione del consiglio comunale numero 57 del 20 luglio 2006 include nel piano di dismissione immobiliare il sedime in via la Mezzanina, stimando un incasso di 952.500 euro. La determina 18/923 del 23 ottobre 2007 sancisce la cessione dell'area «senza impegno» economico. La successiva determina di «integrazione», la 18/825 del 14 luglio 2009, attribuisce a un «mero errore materiale» non aver tenuto conto dell'onerosità. Così, nel documento "riparatorio" si certifica che l'importo di vendita è di 765.600 euro; che l'onerosità in tutti gli altri atti era stata «ribadita»; e che il giorno prima la società acquirente Sviluppo Navicelli «si è dichiarata disponibile a versare il corrispettivo stabilito». Si sono persi tre anni; ma la società nella stessa comunicazione scritta (prova che alla data 13 luglio 2009 essa ormai sa che deve pagare), chiede e ottiene una dilazione di pagamento di un anno esatto, a fronte del deposito di polizza fideiussoria di pari importo. Ma sul mastro degli accertamenti aggiornato al 10 novembre 2011 ancora risultano a credito del Comune i 765.600 euro. Lo "scopre" Rifondazione comunista ed esplodono le polemiche. Il resto è storia di questi giorni. Il sindaco Marco Filippeschi il 28 novembre annuncia in un'assemblea pubblica a Porta a Mare, che c'è l'impegno di Sviluppo Navicelli a saldare entro il 30 maggio 2012.
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