Il Tirreno

Pisa

Teatro Rossi, un gioiello in cerca di fondi

Raffaella Ioannone
Teatro Rossi, un gioiello in cerca di fondi

Inaugurato nel 1771 l’allora teatro Prini venne intensamente utilizzato per le serate di gala della corte granducale

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PISA. In occasione delle celebrazioni della Festa della Toscana, le porte del settecentesco teatro Rossi in via del Collegio Ricci si sono aperte a pochi amministratori locali e alla stampa guidati dal professor Natale Gucci, che ha seguito gli ultimi lavori di restauro dell’edificio, e da Alba Macripò, funzionaria della Soprintendenza,

Inaugurato nel 1771, infatti, l’allora teatro Prini venne intensamente utilizzato per le serate di gala della corte granducale. Reintitolato teatro Rossi in onore del celebre attore livornese, l’edificio ha poi visto alternarsi varie vicende, che, nell’immediato secondo dopoguerra, si sono concluse con l’acquisizione da parte dello Stato e l’utilizzo come cinema fino al 1966.

Dal 1981, anno in cui è subentrata la custodia della Soprintendenza di Pisa, sono cominciati i lavori di restauro. Nonostante a prima vista, appaia in buono stato, l’edificio non ha ancora raggiunto i requisiti di agibilità richiesti per una riapertura delle attività. La visita organizzata ieri, voleva essere proprio un tentativo di sensibilizzazione politica a vari livelli per non lasciare che il teatro Rossi, ormai a un passo dal rifiorire, venga ancora negato per tanto tempo alla città.

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