Italia
IL COMANDANTE
Di Meglio: «Ecco la verità sulle contaminazioni da uranio»
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PISA. «Non è possibile sostenere che finora a nessun carabiniere impegnato in zone di guerra in cui vi siano stati bombardamenti con uranio impoverito siano stati riconosciuti eventuali danni dipendenti da servizio». Lo ha detto ieri il comandante del comando provinciale dell'Arma, colonnello Gioacchino Di Meglio, dopo le dichiarazioni di un brigadiere della Compagnia di Pisa ammalatosi di due tumori dopo una missione in Kosovo. Il militare sosteneva che al ministero era arrivata solo parte della necessaria documentazione medica da lui presentata per il riconoscimento della malattia per causa di servizio e per poter godere dei benefici di legge. Aveva chiesto quindi la sospensione della bocciatura della pratica, l'acquisizione degli atti e il reintegro della documentazione mancante. «Di fatto - ha aggiunto Di Meglio - le cause sono tutte ancora in atto, per questo fra le vittime dell'uranio non vi è ancora alcun carabiniere. Vi sono comunque casi che sicuramente avranno i dovuti riconoscimenti. Ci sono commissioni apposite che li esaminano». La denuncia sulla storia del brigadiere pisano parte dall'Associazione vittime dell'uranio impoverito.
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