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Tutti in fila con il curriculum in mano
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Arianna Menconi, di Massa 25 anni, laureata in lingue spera di fare linterprete Al Palazzo dei Congressi la carica dei laureati a caccia di un posto
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PISA. "No alla fiera della precarietà". Questo lo striscione portato da sette ragazzi del Collettivo aula R della facoltà di Scienze Politiche all'interno del Palazzo dei Congressi dove ieri c'è stato il Job Meeting, evento d'orientamento al lavoro dedicato ai laureati e ai laureandi. La protesta è durata qualche minuto. Lo striscione nero e rosso è stato poi appeso all'ingresso dell'edificio. «Il mondo del lavoro - spiega Massimo, studente di Scienze Politiche - è diventato il mondo degli schiavi, una autentica voragine di precarietà e flessibilità in tutta Europa. L'obiettivo delle imprese è individuare lavoratori ingenui o all'ultima spiaggia da sfruttare impunemente». Cosa dovrebbero fare invece i giovani alla ricerca di un impiego? «Scendere in piazza e protestare». Non si può dire, però, che la contestazione del collettivo abbia impressionato più di tanto i partecipanti al meeting, almeno osservando i dati sull'affluenza a fine giornata: oltre duemiladuecento le presenze, duecento in più rispetto all'anno scorso, in rappresentanza di tutti i corsi di laurea. I giovani sono andati al Job Meeting a cercare il futuro. Sono andati per cogliere una opportunità, tentare un colloquio, perché hanno fatto buoni studi e vogliono metterli a frutto. Sono andati per farsi un'idea, farsi conoscere, lasciare un recapito e sperare di essere richiamati. Quasi tutti portano in mano il curriculum, accuratamente stampato in varie copie e a colori. Il vento della crisi si fa sentire, trovare lavoro è difficile. E allora iniziative come il Job Meeting diventano appuntamenti irrinunciabili e sempre più affollati di volti ansiosi. D'altra parte l'offerta è promettente: circa 30 le aziende presenti, possibilità di fare colloqui, di orientarsi e di ricevere una consulenza gratuita per scrivere un buon curriculum vitae. Ci sono anche stand appositi sui master e le opportunità di studio post-laurea. Job Meeting non è una fiera, ma un autentico ponte tra il mondo della formazione e il mondo del lavoro, che si svolge annualmente nelle principali città italiane. L'evento è rivolto a laureati e laureandi in qualsiasi settore e in qualsiasi università. Le aziende presenti sono sia nazionali sia del territorio, con una netta prevalenza dell'area tecnologica ed economica. Se n'è accorta subito Arianna Menconi, 25 anni di Massa, che incontriamo ai tavolini vicino all'ingresso assorta nella compilazione di un questionario. «Trenta aziende non sono molte - racconta - soprattutto per chi come me spera di trovare un'autentica offerta di lavoro o la possibilità di fare un tirocinio retribuito. Sono laureata in Lingue e ho studiato francese e spagnolo: mi piacerebbe lavorare nel settore commerciale, cioè fare l'interprete durante le contrattazioni con i partner internazionali delle aziende». Arianna è una delle poche laureate in materie umanistiche ad aggirarsi per gli stand. La maggior parte dei partecipanti ha studiato ingegneria e sogna un posto in azienda. «Il mio sogno è lavorare alla Selex, l'azienda di Finmeccanica che si occupa di sistemi integrati», racconta Davide Cataldo, pugliese, 24 anni. Gli mancano tre esami e la tesi alla laurea specialistica in ingegneria delle telecomunicazioni. «Da sempre mi interesso di sistemi radar - spiega - e vorrei lavorare in una società con sedi in tutto il mondo. Qui al Job Meeting non c'è nulla del genere, ma sono venuto comunque perché mi sembra un ottimo punto di partenza per documentarsi». Alla domanda se anche gli ingegneri soffrono la crisi, Davide risponde: «Sono consapevole del difficile momento che stiamo attraversando, ma in fondo non mi preoccupo più di tanto. Se un ingegnere è motivato, ha un buon curriculum ed è disposto ad andare all'estero, non credo che avrà problemi. Le sue competenze sono richieste dappertutto». Già, ma forse bisogna tener conto di un'altra cosa. Consideriamo lo stretto legame che c'è tra settore ingegneristico, possibilità di fare ricerca in questo campo e possibilità di impiego in azienda, e mettiamoci dentro la crisi. Cosa succede? «Nulla di buono», risponde un altro ingegnere, questa volta informatico. Si chiama Andrea Saracino, ha 24 anni e viene da Foggia. «Il precariato minaccia anche le materie scientifiche, e lo si può vedere dalla tipologia dei contratti che vengono offerti a noi ingegneri: quasi sempre annuali ed eventualmente rinnovabili. In pratica la nostra è sempre una laurea spendibile, ma se la crisi colpisce le aziende colpisce anche noi. Le imprese sono meno disposte a spendere in borse di studio legate ai dottorati o in assunzioni stabili». Andrea confessa la sua aspirazione: «Più di tutto mi piacerebbe continuare a studiare e fare il dottorato sulla sicurezza informatica, ma non voglio precludermi alcuna prospettiva». Un ragionamento simile a quello di Andrea De Cupertinis, 26 anni, leccese, che sta per portare a termine il dottorato in Farmacia all'Università di Pisa. «Il mio ambito di ricerca riguarda i nuovi farmaci antitumorali - racconta - Vorrei restare nel mondo universitario, ma sono venuto al Job Meeting perché non si può mai sapere. Se un'azienda avesse una proposta che mi piace nella ricerca farmaceutica, accetterei volentieri. E poi vorrei una consulenza su come rendere più efficace il curriculum». Già, il curriculum, la nostra storia in poche righe. Che può impressionare o meno gli esaminatori, entità imperscrutabili che hanno il potere di decidere chi convocare per un colloquio di lavoro e chi no. Per questo è importante compilarlo al meglio, e per questo la coda allo stand di consulenza è sempre lunghissima. «Secondo me il Job Meeting è importante soprattutto per questo servizio», sostiene Sara Pucci, 24 anni, di Lucca. «È molto difficile fare un curriculum che possa colpire le grandi aziende, che ne ricevono a migliaia. Si rischiano di perdere occasioni anche ottime». Sara, come molti altri partecipanti al meeting che non sono ingegneri, ha studiato per entrare nel mondo del business. «Sto per laurearmi in Marketing e ricerche di mercato, vorrei entrare come responsabile del marketing in una grande catena di distribuzione italiana. Sarei disposta ad andare all'estero, ma non subito: magari in un secondo momento, per migliorare la carriera e poi tornare in Italia». Ma serve davvero il Job Meeting? Non sarà soltanto una vetrina? È difficile avere dei numeri sui colloqui e le assunzioni che vanno in porto dopo l'incontro, perché - spiegano dall'ufficio stampa - le aziende raccolgono informazioni e magari contattano gli interessati dopo qualche tempo. Un'indicazione arriva da Elena Fantozzi, 25 anni, di Perignano, che ha partecipato al Job Meeting dell'anno scorso. «Ho ricevuto due proposte interessanti da parte ci aziende conosciute al Palazzo dei Congressi, ma l'anno scorso dovevo ancora laurearmi e ho lasciato perdere. Spero che accada lo stesso anche quest'anno, dato che il 13 dicembre mi laureo in Economia e non vorrei perdere tempo. Il mio obiettivo è fare consulenza tributaria alle imprese». Un'aspirazione con dei paletti ben precisi: «Non voglio andare all'estero, preferisco avere la famiglia a portata di mano».
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