Il nuovo appalto per la manutenzione del verde vinto da unaltra cooperativa
Nove ex detenuti perdono il lavoro
Carlo Venturini
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Un momento della protesta 2 MINUTI DI LETTURA
PISA. Il lavoro è la prima forma di reintegro nella società per chi esce dal carcere ma questo principio non sembra valere per gli 11 lavoratori della cooperativa Don Bosco che, dopo dieci anni di manutenzione del verde degli ospedali pisani, si ritrovano senza un'occupazione stabile. Ieri, questi lavoratori, con alle spalle brutte storie di detenzione e tossicodipendenza, hanno manifestato in Corso Italia con dignitosa fermezza nonostante avessero la disperazione dipinta sul volto. «Il nuovo appalto indetto dall'Estav - dicono i lavoratori - è stato vinto da un'altra cooperativa, l'Arca di Cascina e ci hanno fatto sapere che nove di noi rimarranno a casa». La cooperativa Don Bosco, nata anche per interessamento della Provincia, per dieci anni ha usufruito di un affidamento diretto dei lavori di manutenzione del verde dei nosocomi pisani poi però, si è dovuto fare un appalto per le normative europee visto anche l'importo della gara che ammonta a circa 300mila euro. «In genere - spiega Federico Giusti dei Cobas - nell'appalto si prevede che la cooperativa subentrante assuma i lavoratori della cooperativa precedente ma questa clausola di salvaguardia non è stata prevista nell'appalto ed inoltre ci si trincera dietro al fatto che la Don Bosco aveva i lavori in affidamento diretto». I lavoratori della cooperativa Don Bosco hanno chiesto un incontro al sindaco ed all'assessore al sociale Maria Paola Ciccone ricevendo un loro interessamento.
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