Il Tirreno

Pisa

LA STORIA

Dopo un anno deve riscuotere 150mila euro

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 PISA. Ci sono casi in cui il ritardo del pagamento viene posticipato a tal punto che la ditta si vede costretta a chiedere un fiananziamento alla banca per non dovere chiudere nonostante il fatto che vanti un credito. È l'esempio di una ditta pisana che ha eseguito due lavori per due amministrazioni locali della zona. In tutto, la ditta deve avere circa 150mila euro. Il lavoro più grosso di 110mila è stato eseguito all'inizio dell'anno e fatturato a marzo e sarà pagato a gennaio 2012. Questo ha creato un'esposizione debitoria con la banca che ha costretto la ditta a chiedere un anticipo e un finanziamento ad un'altra banca per pagare i suoi operai e pagare anche i fornitori che vanno liquidati in 30 e 60 giorni. «Se noi non paghiamo i nostri fornitori - dice l'imprenditore - non possiamo avere il materiale che ci serve per lavorare. Non abbiamo scelta».  Ma sulla Gazzetta ufficiale dell'Unione europea del 23 febbraio 2011 è stata pubblicata la nuova direttiva sulla lotta nel ritardo dei pagamenti nelle transazioni commerciali entrata in vigore il 15 marzo scorso. Tutti gli Stati membri devono adeguarsi entro il 16 marzo 2013: i limiti sono fissati in 30 giorni o, al massimo, in 60. G.P.

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