Il Tirreno

Pisa

LA CRITICA

Gli infermieri: l'autonomia sul piano pratico non esiste

Danilo Renzullo
Infermieri in una corsia d’ospedale
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Infermieri in una corsia d’ospedale

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 PISA. Quale futuro per gli infermieri? Quali prospettive per le professioni sanitarie dopo l'autonomia professionale?  A questi ed altri interrogativi hanno cercato di rispondere gli oltre sessanta infermieri, operatori socio sanitari e studenti di infermieristica che hanno partecipato all'assemblea-convegno dal tema "Gli infermieri guardano oltre: quali prospettive dopo l'autonomia professionale", organizzato dalla Federazione sindacati indipendenti (Fsi) e il coordinamento nazionale infermieri (Cni), presso l'aula magna del dipartimento cardiotoracico dell'ospedale nuovo di Cisanello.  Il convegno, in cui sono intervenuti il coordinatore regionale della Fsi Maurizio Mauriziani, Stefano Castagnola e Paride Santi della segreteria nazionale della Fsi e il coordinatore nazionale del Cni Michele Schinco, ha ripercorso tutte le tappe fondamentali che hanno portato, dopo un lungo percorso iniziato nei primi anni novanta, al riconoscimento dell'autonomia professionale.  Un lungo e duro percorso che ha trasformato l'attività infermieristica da "mansionaria" in autonoma, fino a giungere nel 2001 quando è stato istituito il corso di laurea in professioni sanitarie, riconoscendo, così, l'importanza della professione. Ma se da un punto legislativo viene riconosciuta l'autonomia degli infermieri e la possibilità di accedere alle posizioni dirigenziali, sul piano pratico la realtà è ben diversa, così come denunciano gli stessi infermieri. «La legge ci riconosce come professionisti autonomi - accusa Schinco - al pari di altre professioni mediche. Ma in realtà non lo siamo. Abbiamo una normativa ferma da un decennio, rinnovi del contratto bloccati fino al 2014 e condizioni lavorative insopportabili».  Gli infermieri, inoltre, denunciano la mancanza di sicurezza e di prevenzione. «Noi vogliamo - concludono gli intervenuti - rispetto e dignità per la nostra professione. Riconoscimenti giuridici e contrattuali e chiediamo di lavorare in autonomia così come riconosciuto dalla legge».

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