Il Tirreno

Pisa

Rivolta contro Facebook: cancellata la pagina della Zoppa di Montinero

Carlo Venturini
L’immagine simbolo della Zoppa di Montinero
◗
L’immagine simbolo della Zoppa di Montinero

4 MINUTI DI LETTURA





 PISA.E se la Zoppa di Montinero si mettesse in marcia verso Palo Alto, in California, sede di Facebook? Potrebbe essere possibile, visto che questa volta gliel'hanno fatta grossa, in quanto l'hanno "bannata" e cioè bandita dal social network. Stop, fine delle trasmissioni, il profilo della Zoppa si è eclissato e con lei le discussioni, le migliaia di post e di "mi piace", le foto di eventi e i fotomontaggi affidatele da circa cinquemila amici che ne avevano fatto un fenomeno del web tra Pisa, Livorno e Lucca.  Ed a poco servono i gruppi di supporto, a poco serve lo sdegno esploso su internet di scrittori, registi, amministratori locali e regionali.  Qualcuno aveva segnalato La Zoppa di Montinero a Facebook come "nome fittizio" cioè falso ed inesistente. E per questo il profilo è stato oscurato senza considerare che proprio grazie a quel nome fittizio si era creata una community che scambiava pillole di saggezza popolare con scherzi e riflessioni sul mondo d'oggi.  Allora la Zoppa roteando il suo bastone sul monitor del computer, con la dentiera traballante esclama: «È una cattiveria del tutto gratuita»!  Già, perché, chi ha segnalato il profilo della Zoppa di Montinero come fittizio non solo ha stroncato un forum, un'agorà di facezie, discussioni serie e facete sul mondo e sulla vita, ma ha stroncato anche le iniziative di solidarietà e di microcredito che la Zoppa faceva con alcune famiglie dell'Indonesia.  «Forse chi ci ha fatto questo - dice la Zoppa - non ha pensato al male che poteva fare. Eh, sì, lo devo ammettere non so che fare anche perché l'arrabbiatura è forte». Fausto Valtriani, uno degli animatori della pagina della Zoppa, dice: «Avevamo organizzato due cene di beneficenza per una famiglia indonesiana, raccogliendo non pochi fondi per il loro autosostentamento ed il profilo tenuto dalle discussioni di ben 5mila persone non è mai stato offensivo, né scurrile o volgare, pertanto la sventagliata democrazia di Facebook in questo caso ha fallito, è naufragata nel cieco rispetto di regole che dovrebbero trovare un'applicazione caso per caso».  Interviene ancora "La zoppa", dicendo: «Davamo noia a qualcuno? Eravamo diventati scomodi? I motivi di questa segnalazione a Facebook possono essere cinquemila, tanti quanti sono le persone amiche della Zoppa».  Ma come si può chiudere dall'oggi al domani un profilo con 5mila amici? La risposta arriva da Maurizio Tesconi, esperto di social-network e ricercatore dell'Istituto di informatica e telematica del Cnr. «La policy di Facebook è chiara e cioè non si possono creare profili di persone che non esistono veramente, anche se ci sono profili sul socialnetwork di cani e gatti, usati come fossero persone, profili che non vengono bloccati».  E quindi? «Il problema forse è che la Zoppa aveva ben 5mila amici, un numero considerevole e che dà nell'occhio». Tesconi aggiunge: «Facebook non manda al macero nulla e quindi i post e le foto del profilo della Zoppa sono ancora lì, solo che è stata messa una flag, cioè è stata bloccata la visibilità della pagina».  Quante segnalazioni devono arrivare a Facebook? «Non ne basta una sola - dice Tesconi - ma quando ne arrivano un discreto numero c'è una persona fisica di Facebook che comincia a spulciare queste segnalazioni e poi procede al blocco della pagina». Ma le foto, i post, le conversazioni che fine fanno? «Facebook è una società con 800 milioni di clienti e, quando decidiamo di diventarlo, anche noi sottoscriviamo un regolamento, in cui cediamo tutto a Facebook, che quindi può chiudere quando e come vuole le pagine, che continua a conservare però con tutte le informazioni».  Inoltre, il ricercatore del Cnr spiega che Facebook ha una funzione di salvataggio, sul proprio computer, di tutto il proprio profilo che va in un file "zippato", cioè compresso. «Questa operazione - dice Tesconi - consente di ritrasferire tutto su un nuovo profilo». Michele Fabbrini, da sempre «amico» della Zoppa, aggiunge: «Facebook è un'azienda commerciale in cui gli inserzionisti pubblicitari non tollerano falsi profili, ma è pur vero che questo social-network non ammette diritto di replica. Inoltre, Facebook, all'inizio della sua attività, incentivava o non teneva conto dei falsi profili, a differenza di altri social-network, come Google plus, che son stati sin dall'inizio rigidissimi con i profili "fake", inventati».  Per ora, ma solo per ora, Menlo Park, nuova sede di Facebook, ha battuto Marina di Pisa, sede della Zoppa.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera