Il Tirreno

Pisa

Torre, sesto suicidio dopo la riapertura

Un turista fotografa la scena del suicidio e qui sopra il corpo della ragazza coperto da un lenzuolo. Sotto, la folla di curiosi che si è attardata a vedere l’opera dei volontari e degli inquirenti ai piedi della Torre
◗
Un turista fotografa la scena del suicidio e qui sopra il corpo della ragazza coperto da un lenzuolo. Sotto, la folla di curiosi che si è attardata a vedere l’opera dei volontari e degli inquirenti ai piedi della Torre

Era una studentessa universitaria, i turisti immortalano la scena

3 MINUTI DI LETTURA





 PISA. Una studentessa universitaria si è uccisa ieri pomeriggio gettandosi dalla torre. Era una ragazza di 23 anni. Poco prima delle 4 ha comprato il biglietto per il campanile pendente, è salita fino al settimo anello, quello scelto purtroppo da molti suicidi, e si è lanciata nel vuoto. Spettatori della tragedia un custode e due turisti che poi sono stati ascoltati dai carabinieri. A terra la curiosità e l'indifferenza hanno prevalso sulla pietà e ha lasciato senza parole lo spettacolo di chi immortalava la scena sorridendo come se fosse un film e non una disgrazia. Per il momento non è stato trovato alcun biglietto che spieghi i motivi di tanto dolore, che chiarisca se a portarsi via questa giovanissima vita sia stata una delusione d'amore o lo stress dello studio. La ragazza di fatto, originaria di Castelnuovo di Puglia, in provincia di Foggia, era iscritta alla facoltà di lettere classiche, che frequentava con buoni risultati. Aveva già conseguito la laurea triennale, l'anno scorso, e stava studiando per la specialistica. Era ospite della Casa dello studente Praticelli e, stando a facebook, aveva un sacco di amici.  È il sesto suicidio che avviene dalla riapertura della torre ad ora dopo la ristrutturazione, dunque negli ultimi dieci anni. Il primo si riferisce ad un'aziana donna della provincia, seguita negli anni successivi da alcuni giovani, fra cui un ventenne che si uccise per amore e che salì in cima al monumento con la lettera dell'ex fidanzata in tasca. Il 7 giugno del 2010 si gettò nel vuoto una studentessa di 27 anni che viveva a Porta a Lucca: era depressa. Il 30 aprile di quest'anno ad uccidersi fu un ragazzo olandese: aveva 22 anni e veniva da Breda. Quello di questa ragazza è il secondo caso del 2011. Solo nel giro di un anno e mezzo dunque ci sono state le morti di tre persone giovani: insieme arrivano a stento a settant'anni.  Di certo gli ostacoli che questa studentessa vedeva davanti a sè devono esserle apparsi insormontabili, se ha messo in atto un gesto così estremo. E poi settembre dà il via al cambio stagionale, che fa precipitare la depressione.  «I cambi stagionali - commenta Liliana Dell'Osso, direttore della clinica psichiatrica 1 dell'università - aumentano l'aggressività auto ed eterodiretta. Non è la temperatura, perché fa ancora caldo, che influisce, ma la luce, che inibisce la secrezione, da parte della ghiandola pineale, della melatonina. Poi c'è l'aumento del testosterone. La scelta di un luogo così plateale è tipica, perché agli elementi depressivi si alternano, soprattutto in certi periodi dell'anno, quelli maniacali, l'ansia, l'agitazione. L'impulsività porta alla scelta di una vetrina come questa: optare per un posto così clamoroso come la Torre può indicare anche il desiderio di inviare un messaggio o di voler punire qualcuno». Candida Virgone ALTRO SERVIZIO A PAG. 12

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino