Italia
LA PROTESTA
Scuola, solo sedici posti per gli assistenti amministrativi
Lucia Maffei
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Le code di questi giorni al provveditorato 2 MINUTI DI LETTURA
PISA. Nuovo round di nomine a tempo determinato all'Ufficio scolastico territoriale di via Pascoli (ex provveditorato). Un caso particolare sono quelle degli assistenti amministrativi del personale Ata, che nel corso di una riunione con gli esponenti delle organizzazioni sindacali e dell'ex provveditorato hanno fatto presente alcune perplessità. Il problema più sentito? Il congelamento provvisorio di una quota di incarichi a tempo determinato in favore dei docenti inidonei all'insegnamento per motivi di salute, che finora si sono occupati prevalentemente delle biblioteche scolastiche. «Per noi assistenti amministrativi c'erano quest'anno 38 posti vacanti - spiega Lorella Matteoli -. Di questi 38 posti, 12 sono stati riservati ai docenti inidonei e altri 10 alla mobilità professionale. Il risultato è che 22 incarichi sono stati di fatto accantonati, permettendo in definitiva di assumere a tempo determinato solo 16 assistenti amministrativi». Secondo l'Ust ci sono a Pisa e provincia 35 inidonei, di cui 2 prossimi alla pensione. Per entrare nei ranghi del personale Ata, i 33 inidonei che lo desiderano devono presentare domanda entro il 14 settembre. E' proprio la loro eventuale riqualificazione ad incarico garantito, prevista dalla finanziaria, a causare il malumore degli amministrativi. «Si tratta di un'eventualità sciagurata, che penalizza gli amministrativi e porterebbe i docenti inidonei a svolgere mansioni di cui non si sono mai occupati, nonchè all'abbandono delle biblioteche», commenta Gilberto Vento dei Cobas. Non accettare alcuna nomina in segno di protesta era tra le proposte emerse nel corso dell'assemblea, ma alla fine gli assistenti amministrativi hanno accettato quello che passava il convento. A fronte di una graduatoria di 76 persone sono stati dunque assegnati 10 incarichi fino al 30 giugno e 6 incarichi part-time su spezzoni di ore. «Un caso del genere - conclude Lorella - mostra con evidenza come la propaganda del Miur sui grandi numeri delle assunzioni nella scuola sia una bufala».
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