I detenuti sono 371 e la capienza è per 250
La Provincia al ministro: «Don Bosco al collasso»
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PISA. Una lettera e un appello, nei prossimi giorni, al nuovo ministro della giustizia Francesco Nitto Palma (foto), perché prenda seriamente in considerazione la situazione al limite della sostenibilità in cui versa il carcere Don Bosco. L'iniziativa, a un anno abbondante dalla richiesta, inascoltata, al precedente guardasigilli Angelino Alfano, è annunciata dalla Provincia di Pisa, con il presidente Andrea Pieroni, la vice Alessandra Petreri e il consigliere Massimiliano Casalini, presidente della Commissione affari sociali, che nei giorni scorsi si sono recati all'interno della casa circondariale. Il quadro si conferma molto grave e in continuo deterioramento, date le carenze di ogni tipo: da quelle per i beni di uso comune (come saponi e carta igienica) a quelle di personale (147 gli agenti di custodia in servizio, contro un organico previsto di 254), per non parlare di quelle strutturali. In particolare, a una capienza teorica di 250 fa riscontro la presenza di 371 detenuti, di cui il 70% stranieri (con le problematiche conseguenti); e i sovraffollamento è acuito dall'esistenza al Don Bosco di un centro clinico unico in Italia, con sala operatoria attiva e funzionante, che richiama afflussi da tutto il Paese. La situazione è insomma a un piede dal collasso, non più tollerabile dunque.
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