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Solo acquisti doc sotto la Torre? Bella idea, ma i turisti non spendono
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PISA. Riqualificare i prodotti in vendita sulle bancarelle di Piazza dei Miracoli, ma senza perdere di vista il mercato cui sono rivolti: un turismo, cioè, che ha poco tempo a disposizione e soprattutto pochi soldi da spendere. Queste in sintesi le reazioni al dibattito, inaugurato alcune settimane fa dal nostro giornale, e riproposto su Facebook (sulla bacheca del sindaco Marco Filippeschi) da Andrea Maggini, che è tra l’altro uno degli organizzatori della Strapazzata e di Pisamarathon.
L’idea di Maggini, alla luce dell’episodio delle mutande con la Torre come simbolo fallico, è semplice: vendere in Piazza dei Miracoli solo prodotti a chilometri zero, ovvero realizzati nel nostro territorio (ad esempio, Torri di alabastro). E in ogni caso licenze per gli ambulanti ben definite, con prodotti da vendere solo dopo la valutazione di un’apposita commissione.
L’idea di Maggini, alla luce dell’episodio delle mutande con la Torre come simbolo fallico, è semplice: vendere in Piazza dei Miracoli solo prodotti a chilometri zero, ovvero realizzati nel nostro territorio (ad esempio, Torri di alabastro). E in ogni caso licenze per gli ambulanti ben definite, con prodotti da vendere solo dopo la valutazione di un’apposita commissione.
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