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I giostrai di Calambrone «Non siamo abusivi da qui non ce ne andiamo»
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Le case mobili dei giostrai 1 MINUTI DI LETTURA
CALAMBRONE. «A metterci qui è stato il vecchio comandante della polizia municipale del litorale, Roberto Controzzi», dice Diego Ruffini, giostraio, che con la famiglia abita con una casa mobile in uno spiazzo accanto all'ingresso della spiaggia per i cani. Ruffini risponde così ai residenti che hanno chiesto all'assessore Ciccone di mandare via lui e la sua famiglia. «Il Parco ci diceva d'essere abusivi - spiega Ruffini -, ma c'è stato il processo e nella sentenza è scritto a chiare lettere che possiamo stare qui. Noi saremmo ben lieti di andare via, abbiamo anche fatto domanda per una casa popolare che però ci è stata negata dopo il sopralluogo degli addetti, perché ci hanno detto che la nostra casa è di gran lunga più bella di un qualsiasi alloggio popolare. Siamo comunque in attesa che l'amministrazione ci sistemi in qualche modo. Quando siamo arrivati qui - continua Ruffini - abbiamo dovuto ripulire tutto: era una discarica a cielo aperto». All'ingresso c'è una sbarra. «Nei fine settimana - racconta Lola Benvenuti, moglie di Diego - in molti vedendo questo spiazzo vorrebbero parcheggiare qui dentro e noi dobbiamo fare la sorveglianza perché i vigili ci hanno detto di non far entrare nessuno». D.L.
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