LE REAZIONI
La Chiesa pisana canta vittoria e polemizza col critico Sgarbi
Gianluca Campanella
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Monsignor Aldo Armani 2 MINUTI DI LETTURA
PISA. E ora la Chiesa pisana canta vittoria. I venditori dei boxer su cui la Torre è rappresentata come un fallo sono stati multati. Quindi sia monsignor Enzo Lucchesini, vicario della diocesi, che monsignor Aldo Armani, rettore della chiesa di Santo Stefano e responsabile della comunicazione sociale, ritornano sul tema dello scandalo. A Lucchesini «non interessano» le cinque contravvenzioni comminate agli ambulanti. O meglio: «Provo dispiacere che qualcuno sia stato colpito, ma la legge è legge e rispettarla dipende dalla "purezza" della persona». Insomma, non si può passare sopra alla mancanza di rispetto per un simbolo religioso come la Torre pendente, che è il campanile della Cattedrale. Perché di questo si è trattato per Lucchesini e «non si può star zitti di fronte al degrado progressivo», anche se tutto il clamore mediatico sollevato può aver fatto decollare le vendite prima dello stop. Armani, invece, si sofferma su un altro aspetto: le parole del critico d'arte Vittorio Sgarbi, che ha assolto le mutande ed è tornato a contestare l'ambone di Vangi, collocato in Duomo. Il monsignore apostrofa l'attuale sindaco di Salemi come «signor Sgarbi». E dice: «Si vede che a lui piacciono più questi oggetti hard che quelli sacri. È vecchia di dieci anni la polemica su Giuliano Vangi, artista di chiara fama». Quando sono state poste le sue opere, «si è fatto tutto a norma di legge: il signor Sgarbi vorrà concedere che sia la Chiesa a decidere cosa mettere in casa sua».
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