Il Tirreno

Pisa

«Troppo spesso si grida al lupo, al lupo: non serve»

Candida Virgone
Agenti di polizia in servizio
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Agenti di polizia in servizio

Per questore, prefetto e comandante dei carabinieri conta l'unione tra le istituzioni

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 PISA. «Decongestionare il centro da certe attività, creare dei collegamenti con altre realtà, ad esempio la costa, fornire risposte immediate ai cittadini e crescere nel rapporto con il pubblico, ma soprattutto non ingigantire problemi minori creando polverizzazioni di forze». È la ricetta che il comandante provinciale dei carabinieri, il colonnello Gioacchino Di Meglio, suggerisce per dare risposte immediate sulla questione sicurezza.  «Il problema esiste - commenta -: questa è una città di 87mila abitanti su cui ne gravitano quasi 150mila al giorno, ma non si può neanche pensare ad una militarizzazione solo perché dei ragazzi di notte vivono le piazze. Si confonde l'ordine pubblico con altro. Prendiamo ad esempio le scritte sui muri: sono un problema di sicurezza o un problema di educazione di chi non sa rispettare la città in cui vive? C'è un'accoglienza indiscriminata? Ancora una volta ripeto che l'accoglienza è una cosa giusta, ma bisogna puntare soprattutto al rispetto delle regole. Chi non rispetta le regole affronterà le conseguenze del suo comportamento. In questo momento noi abbiamo intensificato i servizi di controllo, soprattutto quelli coordinati con polizia e vigili urbani, nei punti nevralgici, dal Duomo a piazza dei Cavalieri e alle Vettovaglie. Per l'estate abbiamo cinque uomini in più che arrivano da Firenze, dal Cio (Centro di intervento operativo), per intensificare gli interventi laddove ci siano situazioni particolari, con verifiche di volta im volta dei punti da attenzionare. Per il resto fare al lupo al lupo, creare allarme dove non c'è, ad arte, e quello che è avvenuto di recente intorno allo stupro inesistente lo dimostra, non serve a nulla se non a disperdere le forze. Io credo che a parlare debbano essere i dati forniti dal ministero: i numeri dell'ultimo anno parlano del calo dei furti del 4.9%, del 5% in meno dei reati, con il 14% in più perseguiti rispetto al passato e l'86% perseguiti dall'Arma. È chiaro che bisogna fare sempre di più ed in questo siamo impegnati».  «I problemi ci sono - ha aggiunto il questore, Raffaele Micillo - e vanno affrontati nel modo giusto e al meglio, secondo le risorse e nel rispetto delle competenze. E siccome da soli non si va da nessuna parte, l'importante è remare tutti insiene nella stessa direzione, non solo le forze dell'ordine, ovviamente compresi i vigili urbani, ma anche quelle sociali e amministrative, nessuno escluso. La questione sicurezza c'è a Pisa come in tante altre città italiane, grandi e piccole, con furti, droga, criminalità organizzata, immigrazione e un'accoglienza che deve essere davvero in grado di offrire solidarietà e lavoro. Tutti gli sforzi hanno come finalità quella di arginare una situazione meritevole di attenzione, quindi sarebbe meglio non strumentalizzare, com'è avvenuto di recente, certe situazioni».  «La continua attenzione del comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica - dice il prefetto, Antonio De Bonis - è verso servizi congiunti e mirati, di tutti, polizia, carabinieri e vigili urbani. È vero che su questa città gravita un numero di persone superiore ai residenti, ma è anche vero che questo posto non è dissimile da altri centri toscani. Gli stessi problemi ce li ha Firenze. Gli organici sottostimati? Sono i dati forniti dai sindacati, non dal ministero e la carenza d'organico, anche quella, è comune a tante altre realtà. Degli uomini in più possono certamente fare la differenza, ma quello a cui bisogna puntare è la sinergia fra le forze in campo, tutte. Si possono aiutare le forze dell'ordine ad esempio eliminando il degrado, aiutando la gente a riappropriarsi dei propri spazi, occupando le piazze con iniziative diverse, per tutti».

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