Ha il bar assediato dai vu cumprà, si finge a sua volta venditore abusivo
Singolare protesta di un barista di via Cammeo. "Non sono così ingenuo - dice - da credere che la causa della crisi siano loro, ma vi assicuro che tantissimi potenziali clienti preferiscono andare altrove"
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PISA. Singolare protesta di un barista di via Cammeo, a due passi dalla Torre: Antonio Battistoni, 34 anni, ha preso una cassetta, l’ha riempita di bibite e gelati... ed è uscito fuori dal suo stesso bar facendo finta di essere un venditore abusivo. «Mi sono piazzato su un marciapiede, attendendo il passagio dei turisti, con un amico che mi fotografava».
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Risultato? Nessuna sorpresa: i passanti si fermavano e chiedevano di acquistare. «Solo che ho dovuto spiegare loro che sitrattava di una specie di candid camera - spiega - altrimenti sarei stato io stesso a commettere un atto punibile, vendendo su suolo pubblico senza permesso e senza scontrini».
Battistoni non è “sindacalizzato” e non è intenzionato a scatenare chissaà quale polemica. Ma spiega: «Nella strada dove si trova il mio bar, fra le bancarelle ufficiali e i venditori improvvisati, si crea una specie di imbuto. Non sono così ingenuo da credere che la causa della crisi siano loro, ma vi assicuro che tantissimi potenziali clienti, quando vedono l’ingresso sostanzialmente occupato, preferiscono cercare un posto più libero dove consumare". Cosa chiede Battistoni? «Un po’ di comprensione rispetto ai problemi miei e di chi lavora nelle stesse condizioni. I vigili e la polizia ci sono, ma con le forze attuali possono solo sorvegliare. Non voglio liti o altro, semplicemente un giorno mi sono detto: proviamo a fare almeno un po’ di folclore».
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Risultato? Nessuna sorpresa: i passanti si fermavano e chiedevano di acquistare. «Solo che ho dovuto spiegare loro che sitrattava di una specie di candid camera - spiega - altrimenti sarei stato io stesso a commettere un atto punibile, vendendo su suolo pubblico senza permesso e senza scontrini».
Battistoni non è “sindacalizzato” e non è intenzionato a scatenare chissaà quale polemica. Ma spiega: «Nella strada dove si trova il mio bar, fra le bancarelle ufficiali e i venditori improvvisati, si crea una specie di imbuto. Non sono così ingenuo da credere che la causa della crisi siano loro, ma vi assicuro che tantissimi potenziali clienti, quando vedono l’ingresso sostanzialmente occupato, preferiscono cercare un posto più libero dove consumare". Cosa chiede Battistoni? «Un po’ di comprensione rispetto ai problemi miei e di chi lavora nelle stesse condizioni. I vigili e la polizia ci sono, ma con le forze attuali possono solo sorvegliare. Non voglio liti o altro, semplicemente un giorno mi sono detto: proviamo a fare almeno un po’ di folclore».
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