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VECCHIANO

Lunardi: nessuna irregolarità nelle elezioni di maggio

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 VECCHIANO. «Voglio tranquillizzare i cittadini circa la stabilità istituzionale del nostro Comune»: con queste parole il sindaco di Vecchiano Giancarlo Lunardi commenta il il ricorso depositato dal signor Stefano Signorini, l'unico candidato sindaco alle ultime amministrative che non è stato eletto in consiglio comunale. L'esponente locale della Lega Nord chiede che venga inficiato il risultato delle elezioni amministrative del maggio scorso ritenendo che Lunardi, attuale sindaco di Vecchiano, avrebbe dovuto dimettersi dalla carica di presidente del Parco prima di candidarsi alla carica di primo cittadino vecchianese. A detta dell'esponente della Lega Nord, dunque, Lunardi era ineleggibile, in quanto la sua carica di Presidente dell'Ente Parco non era compatibile con la sua candidatura a sindaco e per questo motivo dovrebbe oggi essere dichiarato decaduto.  I legali incaricati di seguire tale ricorso, valutano infondate queste motivazioni: «L'incompatibilità tra la carica di Presidente del Parco Msrm e sindaco di Vecchiano non è mai avvenuta, poiché non c'è stato un solo giorno in cui Lunardi sia stato contemporaneamente presidente dell'Ente Parco e primo cittadino vecchianese».  Lunardi, infatti, si è dimesso dalla carica di presidente del Parco prima dell'appuntamento elettorale del maggio scorso, «benché la normativa regionale vigente non prevedesse un obbligo simile: aveva diritto a presentare le dimissioni da Presidente anche nei giorni successivi a quelli delle elezioni».  «Ad ogni modo - afferma il sindaco Lunardi - ci rimettiamo fiduciosamente alle decisioni della giustizia civile, con l'auspicio che questa azione legale intentata dalla Lega Nord locale non si trasformi in un'operazione politica, tesa semplicemente a creare un clima di confusione. Fermo restando la possibilità di ognuno di far valere i propri diritti, è cosa nota che uno dei principi fondamentali della democrazia sia l'accettazione dei risultati elettorali. Gli Stati Uniti, spesso citati come realizzazione concreta della moderna democrazia, offrono molti esempi in tal senso: negli Usa, di sovente, accade che il candidato perdente riconosca la sconfitta e contestualmente collabori per la stabilità delle istituzioni, al fine di supportare concretamente gli interessi della collettività ed il bene comune».

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