Il Tirreno

Pisa

Protesta dei precari della scuola rimasti senza posto

Antonio Scuglia
<b>PRECARI</b> Il presidio davanti al Provveditorato
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PRECARI Il presidio davanti al Provveditorato

Manifestazione organizzata dai Cobas, in ottanta si ritrovano con striscioni e cartelli

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 PISA. Oltre ottanta precari della scuola hanno partecipato ieri al presidio davanti al provveditorato, organizzato dai Cobas, contro i tagli alla scuola: nessuna fiducia da parte loro nel piano del governo, che ha annunciato 67mila regolarizzazioni in tre anni fra docenti e Ata.  La portavoce provinciale dei Cobas Scuola, Adriana Demuro, è stata ricevuta insieme a una folta delegazione di precari (insegnanti ed Ata) e di docenti inidonei dal provveditore Maria Alfano, che si è impegnata a trasmettere le loro istanze al Miur. «Abbiamo apprezzato il suo impegno - afferma la stessa Demuro, - visto che è venuta appositamente da Massa Carrara, la sua altra sede, per riceverci».  I precari della scuola in Italia sono 250mila: «Se ci sono immissioni in ruolo - spiega Gilberto Vento dei Cobas - non è per gentile concessione del governo ma perché i nostri ricorsi, 400 solo a Pisa, stanno vedendo i giudici dare ragione ai lavoratori».  Oltretutto l'età media dei lavoratori precari della scuola, a Pisa e provincia (duemila in tutto), si aggira intorno ai 43 anni, con tantissimi padri e madri di famiglia costretti a vivere ogni anno nell'incertezza del futuro.  Nel corso del presidio sono stati distribuiti ai passanti i volantini che spiegano la protesta dei Cobas. Fra i motivi della protesta contro «una manovra economica da incubo», anche il problema delle «migliaia di docenti inidonei costretti a trasformarsi in impiegati o a subire l'esodo verso altre amministrazioni: i circa 5.000 insegnanti inidonei hanno 30 giorni dalla data di conversione in legge del decreto per chiedere di divenire assistenti amministrativi o tecnici nella provincia di appartenenza. E se non si fa domanda o se in provincia non ci sono posti mobilità forzata anche in altra regione o verso altri comparti».

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