Prevista anche unassemblea di sera in piazza mentre nelle prossime ore il pm presenterà la richiesta di giudizio immediato
Normalista arrestato, diventa caso politico
Candida Virgone
◗
Un momento della conferenza stampa sotto il Comune Movimenti e partiti di sinistra portano in consiglio comunale una mozione
2 MINUTI DI LETTURA
PISA. Attende il completamento di alcuni accertamenti il pm Antonio Giaconi, poi presenterà la richiesta di giudizio immediato davanti al giudizio collegiale per il dottorando normalista Dario Buttazzo, arrestato dai carabinieri sabato notte dopo la bagarre scoppiata in via Consoli del Mare. La richiesta sarà presentata fra oggi e domani al gip, essendoci i presupposti previsti. Che sono: interrogatorio dell'imputato, iscrizione sul registro degli indagati e evidenza delle prove, date dall'arresto avvenuto in flagranza dei 4 reati contestati al borsista pisano di 25 anni. L'udienza slitterà, date le ferie, a dopo l'estate. Se ne riparla dunque a settembre. Nel frattempo, ieri pomeriggio, sotto Palazzo Gambacorti, hanno voluto incontrare la stampa Rifondazione, Sel, Sinistra Per, Tijuana Project, Rebeldia, Collettivo universitario autonomo. Aut Aut e Cobas. Gli interventi si sono incentrati sulle iniziative che verranno intraprese per porre la questione politica di un dibattito democratico sulla presunta movida. In primo luogo i gruppi parteciperanno oggi al consiglio comunale, dove è in discussione un ordine del giorno sulla modiva e dove verrà presentato un appello per la proposta ai consiglieri di una mozione in proposito; secondo step un'assemblea pubblica, ancora da autorizzare, in programma per lunedì sera alle 21.30 in piazza dei Cavalieri e a cui sono invitate tutte le forze politiche. «Quello che è accaduto - ha detto Federico Oliveri, di Rc - dimostrano che a Pisa c'è un'emergenza democratica che non è l'esigenza di una piccola minoranza. Che una piccola tensione che poteva essere risolta in modo pacifico sia degenerata così è il risultato di un modo di governare: l'amministrazione comunale individua dei nemici e si fa portavoce di una città che non esiste. Con queste iniziative, che speriamo non vengano disertate come la precedente, parliamo di un'altra città a una città che non si riconosce in quest'amministrazione». Sinistra Per propone di «continuare un discorso politico di partecipazione», Aut aut, «di affrontare la questione politica con chi non si riconosce nelle scelte del sindaco». Tijuana Project precisa che «c'è una città che non accetta fatti del genere e che non è la minoranza di cui il sindaco parla». Il Collettino studentesco ha sottolineato «l'importanza di costruire un percorso con le iniziative di oggi e lunedì, che rappresenti una Pisa che si sente attaccata da ordinanze e militarizzazione». Federico Giusti dei Cobas ha sottolineato «le estremizzazioni di Filippeschi», Rebeldìa «la necessità di affrontare il problema sociale nelle sedi opportune».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
