Tutti contro la tassa di soggiorno
Documento firmato da imprenditori e Provincia
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PISA. Un "no" deciso alla tassa di soggiorno. Fronte contrario e compatto quello che emerge a Pisa. Gli operatori locali del settore ricettività, attraverso le organizzazioni di appartenenza, e la Provincia hanno sottoscritto un documento critico. «Il turismo - si legge nel testo firmato dall'assessore Salvatore Sanzo e da Marco Ricci (Confesercenti), Luca Ciappi (presidente Confcommercio), Rita Pacello (presidente Federalberghi) - è un ramo dell'economia con numeri importanti. E nel contesto della crisi mondiale c'è bisogno di incentivi e non di nuovi balzelli: il rilancio del settore non si raggiunge con l'applicazione di una tassa». Se l'intento del legislatore è di portare una boccata d'ossigeno alle casse dei Comuni in evidente affanno, si interrogano i firmatari, «è venuta dall'altra parte a mancare l'attenzione verso gli operatori, che escono danneggiati». Le associazioni fanno alcune puntualizzazioni. «E' mancato il confronto con le associazioni di categoria e gli operatori che, anzi, sono chiamati al ruolo di esattori: sono venuti meno i principi di governance e collaborazione». Secondo, «c'è poca chiarezza sulla stessa applicazione della tassa: se è rivolta ai singoli o ai gruppi, se per notte o per soggiorno. Un'incertezza tale da lasciare ampi margini d'azione che possono solo evidenziare discrepanze d'attuazione, a danno degli utenti e dell'immagine offerta». Terzo punto, infine, «la norma non chiarisce la destinazione delle entrate». Confcommercio, Confesercenti, Federalberghi e Provincia concludono chiedendosi «se, invece di penalizzare un settore così trascurato, non si potrebbero valutare forme di incentivo per il comparto: ad esempio alleggerendo gli oneri fiscali, con agevolazioni sulle aliquote e sulle tariffe delle utenze, come avviene in altre realtà europee, a noi vicine, dove la tassa di soggiorno vige da anni».
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