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Pisa

Incendio in ospedale, tutta colpa di un frigorifero

Incendio in ospedale, tutta colpa di un frigorifero

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E' stato il surriscaldamento di una macchina frigorifera in un locale del blocco operatorio dell'edificio 30 dell'ospedale Cisanello, a Pisa, a causare, stamani, un principio d'incendio che ha causato fumo denso anche nelle sale operatorie, senza procurare danni alle persone ma provocando danni non ancora quantificati e che pregiudicheranno per alcune settimane la funzionalità delle sale stesse. Ciò, però, senza determinare rinvii all'attività programmata, almeno secondo quanto rende noto l'Azienda ospedaliero universitaria pisana, che ha riorganizzato gli interventi in altre sale disponibili. Il guasto si è verificato al primo piano dello stabile provocando, spiega l'Aoup in una nota, «un processo di combustione lenta rimasto circoscritto in un'area limitata grazie al sistema di compartimentazione anti-incendio con le porte tagliafuoco». «I fumi sprigionati - prosegue la nota - hanno interessato tre sale operatorie della chirurgia generale colon-rettale, situate nelle immediate vicinanze del locale frigo, con ricadute di fuliggine negli ambienti e sulle apparecchiature presenti». Due i frigoriferi e i riscaldatori di vapore distrutti dal calore. Le altre tre sale operatorie attigue di Otorinolaringoiatria, separate dalle porte tagliafuoco, sono state interessate marginalmente da materiale di ricaduta e saranno perciò sanificate e riutilizzabili in tempi brevi. La funzionalità del blocco operatorio, secondo l'Azienda ospedaliero universitaria pisana, «sarà ripristinata completamente nel giro di alcune settimane e le ditte incaricate della bonifica inizieranno a lavorare già da domani, ma l'attività chirurgica programmata a partire da lunedì non subirà rinvii in quanto tutte le sedute operatorie sono state riprogrammate nelle altre sale disponibili all'edificio 30 (in tutto 18, distribuite in tre blocchi operatori)». «Le urgenze - conclude l'Aoup - sono state tutte garantite utilizzando le sale operatorie del Dipartimento di emerganza accettazione. La polizia giudiziaria non ha ritenuto di porre sotto sequestro i locali e l'attività ambulatoriale in tutte le altre sezioni dell'edificio è ripresa regolarmente, non appena i vigili del fuoco hanno dato l'autorizzazione».

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