Italia
In duemila ad Arnovivo per applaudire le "berve" dei Gatti Mézzi
Daniele Benvenuti Tommaso Venza
3 MINUTI DI LETTURA
PISA.Quasi duemila persone martedì sera ad Arnovivo per la presentazione live del nuovo cd dei Gatti Mézzi "Berve fra le berve". L'album, il quarto dell'accoppiata Francesco Bottai e Tommaso Novi, esce ancora una volta su etichetta Sam di Mirco Mencacci a due anni dal precedente "Struscioni". Sul palco, con i due protagonisti, Matteo Consani alla batteria e Matteo Capecchi al contrabbasso. In questi due anni di attesa per il nuovo lavoro, molte cose sono cambiate per il duo. Dall'ascolto dei pezzi dal vivo, infatti, si nota come nonostante l'ironia sia sempre l'elemento principale dei testi del gruppo, vengano ora toccate anche altre importanti tematiche che riflettono i cambiamenti nella vita dei due protagonisti: l'aver raggiunto i 30 anni, la nascita di un figlio, una maggiore maturità. I Gatti sono quindi tornati, entusiasmando il pubblico che ha letteralmente invaso la spiaggetta sotto lungarno Buozzi. «Meglio che al concertone del Primo Maggio - hanno concluso la serata Francesco Bottai e Tommasso Novi dopo l'ennesimo bis -. Siete speciali». Il nuovo lavoro si avvale anche di due importanti collaborazioni Luca Zannotti e Andrea Kaemmerle; importante soprattutto il ruolo dell'attore Andrea Kaemmerle che ha insegnato loro come stare sul palco. Quindici sono i brani del nuovo album, con tre monologhi questa volta tutti affidati a Francesco Novi. Al primo ascolto si capisce che siamo di fronte ad un lavoro diverso (con alcuni brani che Francesco e Tommaso hanno definito, sempre con ironia, «musica da camera»). «Musicalmente parlando abbiamo voluto abbandonare totalmente le caratteristiche degli altri dischi - spiegavano alla vigilia i due Gatti -, perchè ne sentivamo il bisogno a livello artistico. Scelta a dir poco coraggiosa in un'epoca dove ogni evoluzione o originalità può rappresentare un salto nel buio». Non è cambiata però la solita carrellata di personaggi pisani. In "Berve tra le berve" troviamo Tamburo, il marinese che giura di aver visto una balena, oppure Occhiaia che «tronca i letti a giornate»; ancora un suggestivo Anarfamondo, che come si capisce dal nome non conosce il mondo. Ed il ritorno del Giari, questa volta con i suoi gatti di Boccadarno. Tra le canzoni, come non citare "Morirò d'incidente stradale" esempio mirabile di humor nero. Tommaso Novi preconizza una sua morte, appunto, in un incidente stradale dando la colpa ai mali del nostro tempo come la furia o il cellulare; addirittura si immagina anche il luogo (l'Emilia o via di Pratale), sperando però che possa arrivare in una curva a Calafuria con il tuffo in mare. Un brano ironico, ma con messaggi tutt'altro che leggeri. Alla fine dei quindici brani, a grande richiesta il repertorio che ha lanciato i Gatti Mézzi, con una ovazione per la presenza sul palco (al momento della "sua" canzone) del Gallaccio di Riglione.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
