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Presa di mira unabitazione nel centro del paese
Ladri mettono a soqquadro un appartamento: magro il bottino
Pier Luigi Ara
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I ladri si sono introdotti da una finestra 2 MINUTI DI LETTURA
CALCI. Ancora un furto, l'ennesimo. I colpi ladreschi si succedono incontenibili e inarrestabili. Le località del lungomonte pisano da qualche tempo sono divenute terra di conquista di soliti ignoti, che continuano a farla franca specie all'ombra del Monte Serra e della Verruca. Se scoperti, i malviventi non vengono puniti come la gente chiede a gran voce. L'ultimo raid è avvenuto in un'abitazione nel centro del paese, qui la microcriminalità si dimostra attiva giorno e notte, soprattutto nelle case, nei pubblici esercizi, nei circoli cricreativi, sulle auto che vengono anche portate via (si pensi ai casi di Bruno Celandroni, Daniele Rocchi e Stefano Calati), per non parlare dei gesti vandalici e degli atti teppistici messi a segno anche contro un mezzo dei vigili dei polizia municipale, le porte e le finestre delle scuole elementari e medie. L'altro pomeriggio è toccata a Renzo Meucci, coordinatore del centro anziani e rappresentante del sindacato pensionati che tante iniziative promuove in ambito sociale distinguendosi insieme ad altre associazioni. È Meucci stesso che parla: «Ero nel mio appartamento via Ruschi, insieme a mia moglie. Non ci siamo accorti di niente invece, nelle stanze in cui non ci trovavamo, i ladri stavano imperversando. Sono entrati attraverso una finestra del bagno, posta sul dietro dell'edificio che si affaccia sul torrente Zambra». «La cosa che va sottolineata - aggiunge - è il fatto che questa è la seconda visita, sgraditissima, che subisco». «L'altra volta - dice ancora Meucci -, me lo ricordo bene, era successo per Sant'Ermolao, la festa del patrono di Calci. Fecero razzia di tutto. Ora il bottino risulta più modesto perché di oggetti di valore non ne ho più nessuno. Si sono accontentati soprattutto dei soldi». «Può far sorridere - prosegue Meucci - dopo che l'altra volta vuotarono la cassaforte, "ripulendola" da cima a fondo - avevo messo un cartello accanto alla medesima cassaforte, nascosta dietro un quadro, per avvertire che era inutile cercare perché il contenitore era completamente vuoto». «Nonostante questo - conclude -, i ladri hanno voluto verificare toccando con mano. Non si sono rassegnati, si sono consolati rovistando nei mobili. In un cassetto hanno rinvenuto un sacchettino con il denaro che logicamente ha presto il volo. Privilegiate la banconote, mentre gli spiccioli li hanno lasciati: una ben magra consolazione». Il furto è stato denunciato ai carabinieri della locale stazione.
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