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Fiumi e fossi, rinviata l'elezione del presidente
Gianluca Campanella
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La sede di Fiumi e fossiSi sta lavorando ad una candidatura che possa avere larghi consensi
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PISA. Rinviata l'elezione del prossimo presidente del Consorzio Fiumi e fossi. Venerdì, nel tardo pomeriggio, dopo tre ore di dibattito si è preferito non votare, per «cercare di individuare una candidatura che ottenga il massimo consenso». L'idea è stata proposta da Floriano Baldacci (vice sindaco di Ponsacco, uno dei 17 consiglieri del consorzio nominati dal presidente della Provincia, Andrea Pieroni). A rilanciarla è stato Riccardo Buscemi (uno dei 18 consiglieri eletti nel 2007). Il presidente sarà scelto fra e da i 35 membri del consiglio dei delegati per sostituire Luisa Azzena, professore associato di Istituzioni di diritto pubblico, che si è dimessa a inizio mese: secondo l'interpretazione data dall'Università, per restare al vertice del consorzio di bonifica la docente avrebbe dovuto chiedere un'aspettativa alla facoltà di Economia. Venerdì, quindi, l'assemblea è stata condotta dal vice presidente Marco Monaco e ha solo approvato il bilancio consuntivo del 2010. C'è da fare una premessa: il consorzio è un ente al servizio del territorio, che copre 17 comuni; la politica "entra" nelle scelte, dal momento che quasi la metà dei delegati è nominata dal presidente della Provincia. Tuttavia la presenza dei partiti finisce o dovrebbe finire qui. Ad ogni modo la "contabilità" dei delegati è la seguente: 15 dei 17 nominati sono di area centro-sinistra; 11 dei 18 eletti sono di centro-destra. La somma fa 22 a 13 per il centro-sinistra. Se venerdì si fosse votato solo sulla base delle appartenenze, ci sarebbe stata una spaccatura, che non è auspicabile. E questa è la lettura benevola. Ce n'è un'altra più maliziosa. Molti davano per "naturale" la promozione di Monaco alla presidenza, con un solo dubbio: è consigliere comunale del Pd a Pisa e, storicamente, si preferisce scegliere la massima carica tra i 18 eletti e non tra i 17 nominati, proprio per non dare l'impressione di un mandato politico. A questa prassi si è aggiunta la nota diffusa in settimana da Buscemi, consigliere comunale del Pdl, che però è dentro Fiumi e Fossi in quanto eletto: «Il Consorzio non diventi merce di scambio per gli equilibri interni in casa Pd». Se si fosse andati alla prova di forza, ci sarebbe stato il rischio di non spuntarla: ai "pontieri" del Pd, che guardano dall'altro lato per cortesia istituzionale, si sarebbero potuti aggiungere democratici di area lettiana, che è molto forte in provincia, ma appartiene alla cosiddetta minoranza interna a Pisa. Questi grandi elettori avrebbero potuto boicottare Monaco, che invece nel partito cittadino è tra i sostenitori del gruppo dirigente.
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