Bando sui taxi, il Tar condanna il Comune
Candida Virgone
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TAXI. Auto pubbliche in servizio in centro Deve risarcire trecentomila euro di mancati incassi a due assegnatari esclusi
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PISA. Condannato il Comune dal Tar della Toscana. Dovrà pagare trecentomila euro di risarcimento a due aspiranti taxisti esclusi dal famoso concorso del 2007, finito oggetto di due inchieste, una civile, l'altra penale. E se quest'ultima, che aveva visto indagata una dirigente comunale, si è conclusa con l'archiviazione, quella davanti al tribunale amministrativo regionale (presidente Maurizio Nicolosi, consigliere Bernardo Massari e primo referendario Pietro De Bernardinis) ha dato ragione ai due ricorrenti, Hota Radu Traian e Toni Zurrida, assistiti in questa loro battaglia legale dall'avvocato Francesco Carlesi. A questo punto il Comune può ricorrere al consiglio di Stato, soprattutto chiedendo una sospensione del provvedimento del Tar e del risarcimento, pena un grosso buco per l'erario. Nella loro sentenza, infatti, i giudici amministrativi fiorentini condannano Palazzo Gambacorti a rilasciare le licenze richieste a far data da ottobre 2007 fino al momento (quando sarà) dell'effettivo rilascio, con il risarcimento del danno per i mancati incassi da quella data fino all'adempinento dovuto, ordinando entro 60 giorni dal verdetto (che risale al 31 maggio) una formulazione di offerta alle parti. La sentenza, che parla di «gravità la cui dimostrazione si rinviene nelle conseguenze irragionevoli cui conducono le scelte operate dal Comune» e di «negligenza e imperizia...nella mancata considerazione del carattere doveroso dello scorrimento della graduatoria, nonostante le prescise indicazioni sul punto del bando di concorso») stabilisce anche i parametri di quantificazione su quattro anni di mancato incasso, escluse le spese di gestione e quanto diversamente percepito dai due (Traian fa sostituzioni ai taxisti, Zurrida è un ncc, noleggiatore con conducente) quantificato dalla loro difesa, sulla base dei chilometri mensili genericamente percorsi, in 72mila euro all'anno lordi (35mila netti) per un totale per Zurrida di 142mila e per Traian di 178mila. L'indagine penale, diretta dal pm Giovanni Porpora, si è conclusa con la richiesta di archiviazione accolta dal gip Guido Bufardeci, «difettando il dolo intenzionale» nelle scelte comunali. Le licenze messe a concorso dal Comune sono 72, le assegnate 70. Da quattro anni nel cassetto della scrivania dell'assessore Giuseppe Forte ne giacciono due per il trasporto di portatori di handicap, rientrate perché restituite dagli assegnatari che avevano preferito concorrere per quelle ordinarie, meno onerose e più remunerative. I due esclusi sono i primi della graduatoria degli idonei non assegnatari, ma aspettano ancora. A dicembre sembrava che qualcosa si stesse muovendo: il Comune decide di rilasciare altre cinque licenze, ma di tipo ordinario, subordinandole all'assegnazione di un servizio speciale per il trasporto dei disabili. Anche tutto questo ingranaggio però si blocca e Traian che chiede l'inserimento nel servizio speciale viene nuovamente escluso: non ha licenza. Tutto questo nonostante il giudizio pendente davanti al Tar per vari ricorsi, non solo su questo punto, ma anche su altri aspetti della vicenda: il 5 luglio prossimo, infatti, i giudici amministrativi sono chiamati anche a dare il loro parere sullo scorrimento non avvenuto e previsto della graduatoria. Per l'esclusione a priori dal servizio speciale, Traina ha presentato un ricorso straordinario al capo dello Stato (gratuito e quindi più econonico), bocciato dal Palazzo che sollecita invece il procedimento oneroso davanti alla giustizia amministrativa.
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