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Pisa

Tirocini retribuiti? Attiviamoli subito anche noi

La sede della Regione a Novoli (Firenze)
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La sede della Regione a Novoli (Firenze)

La Provincia chiede a Firenze di abilitare gli enti locali all'applicazione della nuova legge

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PISA. «Bravo governatore Rossi, il popolo degli stagisti ringrazia. Ma perchè non allargare le nuove opportunità agli enti locali?». L'appello si riferisce al progetto della Regione denominato "Giovani Si!", in virtù del quale da luglio in Toscana i tirocini per i giovani precari dovranno essere retribuiti (400 euro).  La particolarità è che l'appello proviene dalla Provincia ed è sottoscritto da due tirocinanti: Annalisa Libertella (laurea in filosofia e master in comunicazione pubblica e politica) e Silvia Ciammaichella (laureata in lettere e che ora sta seguendo lo stesso master). Accanto alla loro firma compare anche quella del direttore generale dell'ente Giuliano Palagi.  «A quanto si legge - argomentano - le riforme riguarderanno imprese private, artigiani e studi professionali. Ma nelle nostre amministrazioni ci sono storie positive di tirocini. Perchè allora approfondire e non colmare il fossato tra lavoro pubblico e privato, quando poi si invitano gli enti locali ad accogliere comunque (ma evidentemente gratis) i tirocinanti? Si dirà: ci sono i tagli ai trasferimenti, il sistema dei concorsi pubblici da rispettare e il blocco delle assunzioni. Il blocco però è temporaneo (fino al 2013) e comunque gli enti predispongono piani triennali e annuali per il fabbisogno del personale».  Dalla Provincia di Pisa parte quindi una proposta rivolta ad Enrico Rossi: «Trasformiamo i problemi in opportunità: manteniamo il canale dei tirocini negli enti locali, collegandoli all'inclusione nei piani del personale di una quota di stagisti da assumere, scegliendo con un esame finale. Come fare? Attraverso l'abbinamento dei tirocini con lo strumento dei contratti di formazione lavoro, previsti per legge e testati positivamente da vari enti (tra i quali proprio la Provincia), ma ancora poco conosciuti».  In questo modo, è la conclusione, «avremmo la possibilità di intervenire nell'iter formativo dei futuri funzionari, il riconoscimento economico fin dall'avvio del tirocinio e una prospettiva reale di occupabilità».

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