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Puntare sull'innovazione per creare posti di lavoro
Enrico Santus
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Il prof. Paolo Dario durante un suo intervento Paolo Dario lancia l'allarme: altrimenti rischiamo il calo dei nostri standard di vita
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PISA. «Se non lavoriamo all'innovazione, assisteremo man mano al calare dei nostri standard di vita». A lanciare l'allarme è stato Paolo Dario, docente di Bioingegneria Industriale alla Scuola Superiore Sant'Anna, intervenuto durante il convegno "I Territori dell'Innovazione", organizzato nei giorni di venerdì e sabato nell'aula Magna della Scuola Superiore in collaborazione con Sici (Sviluppo Imprese Centro Italia). I relatori intervenuti all'incontro hanno fatto notare la presenza, nel nostro Paese, di un divario tra ricerca e industria che deve essere colmato quanto prima, cosicché sia nuovamente possibile puntare a prodotti innovativi e competitivi nel mercato internazionale. Il convegno si è concentrato principalmente sui settori delle energie rinnovabili, del biomedicale e della robotica, ovvero quei settori ampiamente sviluppati in Toscana grazie all'importante contributo dei centri di ricerca presenti nella regione. «L'Europa - ha spiegato Riccardo Pietrabissa, docente del Politecnico di Milano - è in grande difficoltà perché non ha materie prime, e quei paesi che le hanno possiedono già le tecnologie per lavorarle». «Noi - ha aggiunto - dobbiamo sfruttare il serbatoio di conoscenze accumulato nelle nostre università». D'accordo anche Maria Chiara Carrozza, rettore della Scuola Sant'Anna, la quale ha sottolineato come già nello statuto della Scuola, scritto oltre vent'anni fa, fosse dichiarata la necessità di combinare l'educazione alla ricerca e allo "sfruttamento del sapere". «La ricerca - ha affermato Paolo Dario, citando un consulente di Obama - porta innovazione; l'innovazione porta posti di lavoro; i posti di lavoro portano tasse e le tasse possono essere investite nuovamente in ricerca». «I nostri laureati - ha continuato Dario - hanno un enorme successo all'estero; sono molto innovativi. Il nostro dovere è alimentare questa capacità, curarla e stimolarla attraverso ricerche che non siano più troppo settoriali, ma capaci di dare una visione d'insieme». La Carrozza ha infine invitato il sindaco Marco Filippeschi a lavorare per rendere Pisa sempre più un grande campus internazionale, dove una cabina di regia possa stabilire su quali progetti investire e un alto numero di ricercatori meritevoli possa trovare finanziamenti per interessanti sbocchi imprenditoriali.
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