Il Tirreno

Pisa

«Siamo stati i più danneggiati»

Un altro momento di concitazione
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Un altro momento di concitazione

Il sindaco: abbiamo dimostrato la nostra grande forza

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 VENEZIA. «A livello sportivo dobbiamo dire che Pisa ha subito il danno maggiore, visto che il nostro galeone è uscito dalla corsia perché spinto da quello di Amalfi. Un errore quindi frutto di una manovra non regolare degli avversari. Certamente una volta scelta la strada delle squalifiche, non aveva senso assegnare il trofeo all'unico galeone rimasto in gara». Questo il commento a caldo del sindaco Filippeschi appena uscito dalla riunione con gli altri tre colleghi sindaci, riunione nella quale si è deciso di annullare l'edizione. «Il nostro equipaggio è stato ancora una volta all'altezza - dice ancora il primo cittadino -, basta considerare come siamo arrivati al traguardo nonostante l'evidente danno subito. Comunque un bravo a tutti i ragazzi».  Tra i più arrabbiati a fine gare è il capovoga Lorenzo Carboncini. È lui ad essersi accorto, con il suo gps da polso, che la corsia in cui ha gareggiato il galeone rosso era più lunga delle altre. «È una cosa incredibile. La nostra corsia era più lunga di oltre cento metri rispetto alle altre. Quando il gps mi ha segnalato i 2mila metri non eravamo ancora arrivati. Immaginate voi cosa vuol dire fare più strada, in una gara che si è decisa sul filo dei centesimi con Amalfi. La sfalsatura alla partenza non poteva essere mezza barca visto la curva del percorso».  Il timoniere Luca Alessandrini invece parla della manovra di Amalfi: «Ci hanno buttato fuori dalla corsia. Non potevamo fare altro che allargarci».  Il direttore tecnico Antonio Giuntini è quello che ha presentato il ricorso ufficiale appena tagliato il traguardo, nonostante lo speaker ufficiale annunciasse in diretta l'ordine d'arrivo. «Il giudice purtroppo ha commesso una serie di errori - dice -; mentre stava richiamando Genova e Venezia, dalla parte opposta del campo di regata Amalfi ci stringeva facendoci uscire dalla corsia. Senza considerare che all'inizio non voleva nemmeno prendere in considerazione il nostro ricorso. Poi ha atteso di vedere le immagini della televisione giungendo alla squalifica finale. Siamo stati danneggiati».  Lapidario il commento dell'assessore Federico Eligi: «Eravamo ancora una volta i più forti e lo abbiamo dimostrato arrivando a pochi centimetri da Amalfi nonostante ci abbiano ostacolato e la nostra corsia era più lunga delle altre». D.B.

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