Il Tirreno

Pisa

Terzo settore, investiti 30 milioni

Bambini brasiliani della missione salesiana di Corumbà
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Bambini brasiliani della missione salesiana di Corumbà

Tanto è costata la cooperazione internazionale in cinque anni

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PISA. Una mano tesa che da Pisa si rivolge costantemente ai bisogni del resto del mondo. E' quella degli oltre 70 soggetti - tra enti, organizzazioni religiose, associazioni - che si occupano di cooperazione internazionale, promozione della pace, integrazione. Mettendo assieme dipendenti e volontari di tali organismi si arriva, e si parla della sola città, ad almeno 2mila persone coinvolte, con un insieme di progetti dal valore di 30 milioni di euro.  Motivazioni. Questo spaccato virtuoso emerge da un'indagine che l'amministrazione comunale ha commissionato al Centro interdisciplinare di Scienze per la Pace, pubblicata sotto il titolo "Pisa nel mondo, Pisa per la Pace". «Un lavoro attento e meticoloso che abbraccia il mondo laico e quello religioso, evidenziando chiare condivisioni di fondo pur con motivazioni di base spesso molto lontane tra loro, per una fotografia piacevole della nostra città, che mostra una spinta trasversale rivolta alla salvaguardia dei valori di equità sociale e di aiuto alla persona», ha detto il vicesindaco Paolo Ghezzi nel presentare questa ricerca (primo rapporto nel suo genere) nel Salone del Palazzo del Consiglio dei Dodici Cavalieri, alla presenza, tra gli altri, del vescovo Giovanni Paolo Benotto.  I numeri. L'indagine del Cisp è entrata soprattutto in tre ambiti: cooperazione internazionale; promozione e tutela della pace; integrazione interculturale. Insieme agli enti pubblici (12) ed a quelli ecclesiastici (17, principalmente parrocchie), sono state censite 39 realtà no profit (associazioni di volontariato, di promozione sociale e ong). Il totale è di 71 soggetti, comprendendo 3 enti privati, in maggioranza relativamente giovani: quasi un quarto è stato costituito negli anni Ottanta e Novanta, e quasi un quinto dopo il 2000, cioè negli ultimi dieci anni.  I finanziamenti. La maggior parte delle attività vengono svolte a livello comunale (31,6%), seguito da quello internazionale (23,6%), provinciale (17,8%), nazionale (15,6%) e regionale (11,9%). I progetti vengono sostenuti con fondi prevalentemente pubblici per i soggetti non religiosi e prevalentemente di origine privata per i religiosi. Questi ultimi, inoltre, sono per il 47,1% autosufficienti; invece le principali fonti di finanziamento dei non religiosi sono gli enti locali (57,4%), gli enti pubblici (42,6%), l'Unione Europea (27,8%) e le fondazioni bancarie (24,1%).  Dipendenti e volontari. Dall'elaborazione dei dati raccolti risulta che poco più della metà dei soggetti di tipo non religioso dispone di personale dipendente (57,4%), soprattutto da 1 a 5 unità (61%); al contrario i soggetti di tipo religioso per il personale dipendente non vanno oltre il 29,4%, ma con maggiori unità (da 6 a 10). Molto più rilevante l'apporto del lavoro volontario (intorno al 75%), in media svolto da almeno una decina di persone.  Aree di intervento. Più della metà degli enti non religiosi ha realizzato progetti a livello locale (55,5%), il 35,1% è intervenuto in Africa, il 27,7% in America Latina, il 25,9% nell'area mediterranea e mediorientale e il 20,3% in Asia. Per i soggetti di natura religiosa troviamo le più alte percentuali di intervento in Africa (76,4%), poi America Latina (70,5%), l'ambito locale (52,9%) e infine l'area europea (32,5%). Il settore di attività in cui lavora il maggior numero di enti è in ogni caso quello dell'educazione. A seguire, per gli enti religiosi, i settori della salute e dell'alimentazione; per gli altri soggetti, prevalgono cultura e diritti umani.  Importo dei progetti. Da sottolineare la crescente spesa destinata ai progetti, in particolare nel settore delle cooperazione internazionale (più di 4 milioni di euro nel solo 2009). In questo ambito, sono stati censiti un totale di 117 progetti conclusi dal 2004 al 2009 (96 sono in fase di realizzazione), per un valore complessivo di quasi 13 milioni di euro, con tendenza alla diminuzione di iniziative sotto i 5.000 e aumento di quelle tra 30.000 e 70.000. Nel settore della promozione e tutela della pace, sono stati censiti 75 progetti conclusi in quei 5 anni (46 in fase di realizzazione); importo totale quasi 5,5 milioni di euro. Per la promozione dell'integrazione interculturale, sono stati censiti 99 progetti (75 in fase di realizzazione), per un valore che si aggira intorno ai 15 milioni di euro.

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