Il presidio
Processati per abbandono di incapace
Padre lasciato in corsia Madre e figlio alla sbarra
C.V.
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La psichiatria a Santa Chiara 2 MINUTI DI LETTURA
PISA. È iniziato in tribunale il processo a carico di una moglie e un figlio accusati di abbandono di incapace: avrebbero lasciato in psichiatria, secondo l'accusa, un anziano parente, rispettivamente marito e padre dei due imputati. Il dibattimento, inviato per errore al secondo collegio, è stato aggiornato a metà novembre dal giudice monocratico titolare, Donato D'Auria, che ha falciato una lista testi presentata dalla difesa, alleggerendola da 18 a 5 persone. Sul banco degli imputati Salvo Consoli, 49 anni, e sua madre Maria Giuseppa Barone, 73 anni, catanesi. Secondo l'accusa, la clinica psichiatrica e l'Azienda ospedaliero-universitaria pisana, nonostante l'uomo fosse stato dimesso, tennero in carico il paziente, lasciato dai parenti, per ben due anni, dopodiché si rivolsero alla magistratura: il gup Guido Bufardeci, al termine di una indagine, accolse le richieste del pm Giovanni Maddaleni e rinviò a giudizio i familiari. I fatti risalgono al 2007 quando l'uomo, che oggi ha 86 anni e che, in seguito all'interessanento dell'Aoup è stato portato due anni fa in un'apposita struttura in provincia di Catania, fu ricoverato per disturbi nella clinica psichiatrica del Santa Chiara, da cui fu dimesso dopo le opportune terapie e affidato alla moglie e al figlio. Questi però, secondo l'accusa, non andarono mai a riprendere il parente, né lo accudirono, sostenendo che il mantenimento del loro congiunto toccava alla struttura pubblica, e in questo caso, pur trattandosi di una regione diversa da quella di appartenenza, al Santa Chiara. A quel punto l'azienda si rivolse alla procura e sul caso fu aperta un'inchiesta. Diversissima la versione dei familiari, che si erano anche rivolti al Comitato caregivers: loro, provati dalla malattia mentale del parente, si sarebbero solo opposti alle dimissioni in assenza del ricovero in una struttura sanitaria idonea e avrebbero presentato denunce cadute nel vuoto sul caso e su una presunta aggressione avvenuta al figlio in ospedale.
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