«Questo cane è la mia vista, mi ha ridato la vita»
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Pierangelo Matta con il labrador Consegnato dal Lions Pisa Certosa un labrador guida ad un non vedente della Lunigiana
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PISA. «È una persona, è il mio terzo figlio, ormai vive in simbiosi con me: mi ha cambiato la vita. Prima di averlo, aspettavo solo il momento di morire. Adesso per me è ricominciata una nuova vita e mi sento un uomo fortunato». È felice Pierangelo Matta, 64 anni, nonostante abbia perso la vista undici anni fa per una retinopatia diabetica. Il 4 aprile scorso ha ricevuto Cuchi, un bel labrador color panna, dono del Lions Club Pisa Certosa che ha realizzato un service proprio su uno degli obiettivi secolari dell'associazione, «dare due occhi a chi non vede». «Ho incontrato i Lions alla fiera di San Genesio di Villafranca Lunigiana, dove vivo - dice Matta - e sono il primo del mio paese ad avere avuto un tale privilegio». Il service è stato presentato martedì sera all'Hotel dei Cavalieri dal presidente del Certosa, Giuseppe Pierazzini, davanti a Matta e a numerosi soci. C'erano il vicegovernatore Lions del distretto Toscana, Marcello Murziani, il vicepresidente Lions del servizio cani guida di Limbiate, Roberto Monguzzi, i presidenti dei Club di S. Miniato, Valdera e Pisa Host, Galileo Del Sarto, Stefano Sartini e Pietro Paolo Triglia, e il vicepresidente dell'Unione ciechi di Massa e Carrara, Antonio Serra. «Ho fatto domanda anch'io per avere un cane guida», ha detto incoraggiato dall'entusiasmno di Pierangelo. Il service si deve alla costanza di un socio del Certosa, recentemente scomparso, che aveva già realizzato un'iniziativa del genere a Cuneo, Roberto Gola. Per lui, che si era prodigato in questa bella iniziativa, c'era, commossa, la moglie, Margherita. Monguzzi ha spiegato l'attività del servizio cani guida di Limbiate (Milano), che dal 1963 ad oggi ha consegnato a non vedenti italiani 1801 animali perfettamente istruiti. «Già da alcuni anni - ha spiegato - è possibile realizzare circa 50 consegne all'anno, ma il nostro obiettivo ovviamente è fare di più. Ci sono tredici istruttori specializzati che lavorano 12 mesi per addestrare i cani alla guida dei non vedenti. I cuccioli vengono affidati a famiglie che se ne occupano finché non raggiungono l'età per la scuola: ci sono famiglie che ne allevano tre in contemporanea da 12 anni. L'addestramento dura da 6 a 8 mesi, va interrotto con il maltempo (perché il cane in questo caso non reagisce) e prevede ordini in tedesco, la lingua con vocaboli più brevi ed efficace per la memoria dell'animale. Poi viene consegnato al non vedente, in comodato gratuito, a Limbiate, dopo un periodo di "acclimatamento" in zona, in una struttura dell'associaizone, per vedere l'eventuale compatibilità». Per avere un cane guida bisogna rivolgersi alla sede legale di Milano, in viale degli Abruzzi 92 (tel. 02 29414202, mail info@caniguidalions.it, info su: www.caniguidalions,it. C.V.
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