«Aiuteremo almeno seicento famiglie»
L.M.
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Don Emanuele Morelli direttore della Caritas diocesana Don Morelli: già raccolti 50mila euro per concretizzare il progetto
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PISA. «Mi piace pensare che le persone in difficoltà troveranno nella Cittadella un autentico punto di riferimento, soprattutto per quello che riguarda il lato umano». Ecco come don Emanuele Morelli, da dieci anni direttore della Caritas diocesana di Pisa, vede il progetto di trasformare l'ex-cinema "20+1" sotto la chiesa del Cep nella Cittadella della solidarietà. «La stessa definizione di Cittadella rimanda a una dimensione collettiva e a un'idea pastorale di accoglienza - spiega ancora don Morelli - Credo che sia proprio questo aspetto che differenzierà la struttura di Pisa da quelle già aperte dalla Caritas a Roma e Prato». Come funzionano le cose altrove? «Poco dopo l'inaugurazione sono stato al supermercato della solidarietà di Prato, che è una stanza singola della parrocchia. Sei mesi fa ho fatto un sopralluogo a quello in via Casilina Vecchia a Roma, che ho trovato decisamente ordinato». Quante persone a Pisa ricorreranno alla Cittadella per acquistare i generi di prima necessità? «Almeno 600 famiglie l'anno, ma il numero è destinato ad aumentare. Ce ne rendiamo conto grazie all'attività del Centro di distribuzione alimentare in via Consoli del Mare, che al momento è l'unica struttura del genere nei dintorni e che sarà chiusa dopo l'apertura della Cittadella». A che punto sono i finanziamenti del progetto? «Quest'anno abbiamo raccolto 50mila euro grazie alle collette e a iniziative specifiche. L'Acli di Pisa destinerà per tre anni il suo 5 per mille al mantenimento del progetto. Poi la Cittadella dovrà reggersi sulle proprie gambe».
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