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Presidio al campo della Bigattiera
Donatella Lascar
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Uno scorcio del campo rom alla Bigattiera Lo chiede il consiglio di partecipazione: il numero dei rom è cresciuto e di molte famiglie non sappiamo nulla
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TIRRENIA. Un presidio fisso di forze dell'ordine all'entrata dell'ex campeggio della polizia sulla Bigattiera, per controllare le entrate e le uscite dei rom che vi risiedono e un censimento di chi l'occupa. Queste sono le richieste avanzate dal Consiglio territoriale di partecipazione in una lettera inviata al prefetto e per conoscenza al presidente dalla provincia Andrea Pieroni e della Regione Enrico Rossi, dietro invito dell'assessore Maria Paola Ciccone. Durante una riunione della commissione sociale del Ctp1, l'assessore ha fatto presente che ormai la situazione sulla Bigattiera è sfuggita di mano. Sembra che l'ex campeggio della polizia sia diventato il rifugio di tutti quei rom che non sanno dove andare e il numero delle presenze è aumentato senza controllo. C'è chi sostiene che nel campo si trovino tra 150 e 180 persone di cui non si nulla, rispetto alle 20 che nel 2003, costituite da 5 famiglie rom, vi furono insediate dietro rassicurazione dell'amministrazione del tempo che vi sarebbero rimaste per non più di tre o quattro mesi. Negli ultimi anni i rom che abitualmente risiedevano nel campo, erano arrivati a 60 e i loro bambini frequentavano regolarmente le scuole. Ora anche le insegnanti delle scuole del litorale, che hanno accompagnato questi ragazzi in un percorso d'inserimento con programmi sull'intercultura, denunciano una situazione di pericolo notando un cambiamento di atteggiamento anche in coloro che sembravano essersi integrati. Tra la popolazione c'è preoccupazione per un possibile aumento dei furti che si verificano in estate sul litorale. Insomma, c'è un grido di allarme nei confronti di una situazione che i consiglieri ritengono debba essere governata a livello politico e soprattutto regionale. Infatti, il consiglio ha sottolineato che gli strumenti per affrontare il problema devono pervenire dalla Regione, imponendo a tutti i comuni di ospitare un certo numero di rom in modo da attuare una ridistribuzione su tutto il territorio regionale, unico modo per favorire l'integrazione.
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