In cento senza lavoro alle Ferrovie
Carlo Venturini
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Sopra i lavoratori entrano in Provincia A fianco la protesta in via Battisti Hanno bloccato il traffico in via Battisti e presidiano da tre giorni la stazione
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PISA. «La Regione batta un colpo e non faccia la latitante». Lo hanno gridato ieri i cento lavoratori licenziati della cooperativa addetta ai servizi di pulizia ferroviaria, lavoratori che sono in presidio permante da tre giorni davanti alla nostra stazione ferroviaria e che ieri hanno bloccato il traffico in viale Bonaini ed «occupato» la sede del consiglio provinciale. Le invettive più grosse sono state indirizzate però a Trenitalia colpevole di non aver mantenuto i patti sociali di salvaguardia dei posti di lavoro assieme alla nuova cooperativa subentrante nell'appalto con la stessa Trenitalia. La vicenda non riguarda solo Pisa bensì tutta la Toscana e le lettere di licenziamento sono 400 tra Firenze, Pisa, Livorno e Lucca. La vicenda è complessa e dalle tinte fosche perché secondo i sindacati sia Trenitalia che le due cooperative coinvolte mancano di trasparenza e la Regione Toscana fino ad ora è rimasta guardare. Una cosa è chiara e cioè la compattezza sindacale. «Siamo tutti uniti - dice Goffredo Carrara della Filt - perché su cento lettere di licenziamento si deve e si può essere uniti nel denunciare il mancato rispetto degli accordi sia di Trenitalia che le cooperative coinvolte». «Se la Regione Toscana ha una giunta di sinistra - continua Carrara - bene, questo è il momento di dimostrarlo facendo ogni tipo di pressione su Trenitalia e sulla nuova cooperativa perché qui ci sono in ballo 100 famiglie ed un servizio che sarà molto, molto scadente per gli stessi utenti». Da quanto affermato dai sindacati infatti là dove operavano 100 addetti alle pulizie, la nuova cooperativa ne assumerebbe la metà. E già le pagine dei quotidiani sono piene di articoli che denunciano lo stato di mancata igieni di alcuni vagoni. Francesco Alfieri responsabile degli appalti ferroviari regionali per la Cisl dice: «Allo stato attuale la cooperativa che è subentrata nell'appalto non si è minimamente degnata di convocarci ma deve esser chiaro a tutti che non rimarrà senza lavoro neppure una sola di queste persone». I lavoratori in corteno hanno sfilato fino alla sede della Provincia ma prima avevano interrotto il traffico in via Battisti per circa 15 minuti. In Provincia, i lavoratori hanno raggiunto la sala del consiglio che era vuota e lì hanno aspettato l'arrivo dell'assessore al lavoro Anna Romei. Carrara, innanzi all'assessore, ha detto: «Noi non scioglieremo il presidio, continueremo con il blocco delle attività di pulizia e non permetteremo a nessun lavoratore della nuova cooperativa di sostituirsi ai vecchi lavoratori, perché non cederemo a nessun mezzuccio o pseudo trattativa che tenga fuori anche solo uno dei lavoratori della vecchia cooperativa». La parola poi, l'ha presa uno dei lavoratori, Massimo Di Noia ha ribadito che: «Trenitalia e la nuova cooperativa non stanno rispettando i patti siglati nel 2009 soprattutto nella parte riguardante la clausola di slavaguardia dell'occupazione». Romei ha promesso che parlerà della vicenda in Regione ed ha aggiunto: «L'atteggiamento di Trenitalia in questa situazione mi sembra un po' troppo padronale». La Provincia ovviamente non è direttamente coinvolta in quanto non competente in materia ma i sindacati ed i lavoratori confidano nell'assessore Romei e nella sua capacità di parlare e fare pressione sul collega assessore regionale Gianfranco Simoncini. Nel pomeriggio di ieri mentre i lavoratori pisani presidiavano, è stato convocato un tavolo dalla prefettura di Firenze tra tutte le parti in causa ma Trenitalia non si sarebbe presentata anche se avrebbe fatto sapere di essere disponibile a rispettare la clausola di salvaguardia occupazionale. La conclusione di Carrara è chiara e forte: «La tensione dei lavoratori si sta alzando e se la vertenza assumerà toni sempre più duri ed aspri, le leve politiche ed amministrative se ne assumeranno la responsabilità, non certo i lavoratori che sono vittima di un gioco avvilente del costo del lavoro e di gare fatte sempre al ribasso».
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