Il presidio
La proposta di Canapisa: corteo fino a piazza Sant’Antonio
Ancora incerta la sorte dello street parade. Dopo il no della questura, gli antiproibizionisti hanno presentato il percorso alternativo per non far terminare più la manifestazione a piazza San Paolo a Ripa d’Arno
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PISA. Mancano due giorni alla data fissata dagli antiproibizionisti per la loro street parade e ancora non si sa cosa avverrà. Dopo il no della questura dato quello della Sepi, ieri gli organizzatori della undicesima edizione della manifestazione hanno presentato l’ennesima proposta di percorso che cambia l’obiettivo finale: il corteo finirebbe non più a piazza San Paolo a Ripa d’Arno, negata vigorosamente, ma in piazza Sant’Antonio. Passando perà da due lungarni, per quanto fosse uno dei punti alla base dei divieti della polizia.
Ecco l’ipotesi di percorso presentata ieri in questura: piazza Sant’Antonio-via Nino Bixio, piazza Vittorio Emanuele, via Benedetto Croce, piazza Guerrazzi, lungarno Fibonacci, ponte della Fortezza, lungarno Buozzi, piazza Martiri di Cefalonia, piazza Guerrazzi, via Benedetto Croce, piazza Vittorio Emanuele, piazza Sant’Antonio-via Nino Bixio.
Per la questura il percorso ottimale vedrebbe la fine del corteo verso Pisanova, senza rientro in centro, con scioglimento immediato della manifestazione, senza concerti e dibattiti finali. Martedì la vicenda era perfino finita in consiglio comunale, dove l’Osservatorio antiproibizionista aveva chiesto ed ottenuto un incontro con i capigruppo per avere un appoggio politico alla libertà di manifestare.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Ecco l’ipotesi di percorso presentata ieri in questura: piazza Sant’Antonio-via Nino Bixio, piazza Vittorio Emanuele, via Benedetto Croce, piazza Guerrazzi, lungarno Fibonacci, ponte della Fortezza, lungarno Buozzi, piazza Martiri di Cefalonia, piazza Guerrazzi, via Benedetto Croce, piazza Vittorio Emanuele, piazza Sant’Antonio-via Nino Bixio.
Per la questura il percorso ottimale vedrebbe la fine del corteo verso Pisanova, senza rientro in centro, con scioglimento immediato della manifestazione, senza concerti e dibattiti finali. Martedì la vicenda era perfino finita in consiglio comunale, dove l’Osservatorio antiproibizionista aveva chiesto ed ottenuto un incontro con i capigruppo per avere un appoggio politico alla libertà di manifestare.
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