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Il materiale potrebbe essere utilizzato per limitare l’erosione delle spiagge del Parco di Migliarino San Rossore
Sabbia in regalo, la Provincia nicchia
Gianluca Campanella
Boccadarno Spa la cede gratuitamente, ma i costi di trasporto frenano l'operazione
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PISA. Un vecchio adagio consiglia di non rifiutare mai un caffè, un bacio e un dono. Ma in questo caso il "regalo" sono 360mila metri cubi di sabbia che la società Boccadarno vuole dare alla Provincia per limitare il fenomeno di erosione delle spiagge. E questa disponibilità crea qualche imbarazzo. Per dare l'idea del volume occupato da quella rena, basti pensare che ci vorrebbero 90 Torri pendenti per contenerla. Stefano Bottai, presidente di Boccadarno Spa, spiega che il materiale è stato estratto durante i lavori di costruzione del porto di Marina: «Ha subìto una serie di analisi e verifiche ed è eccellente. Noi potremmo utilizzarlo per riempire una nostra area a Ospedaletto, ma sarebbe uno spreco».
Pertanto è stato proposto al Parco di Migliarino San Rossore: «Da cittadino litoraneo ci tengo che la sabbia di qualità sia usata per il nostro arenile». Però il Parco non ha competenze, che ricadono sulla Provincia, la quale a sua volta, chiarisce il presidente Andrea Pieroni, opera «su delega della giunta Toscana», perché San Rossore è una tenuta di interesse regionale. Non è solo una questione burocratica: Pieroni specifica che si tratta di «un prezzo "politico", non di costo zero», perché il materiale va prelevato e movimentato; e poi ci vuole un progetto su come sfruttarlo».
Insomma, «apprezziamo l'offerta e c'è l'impegno per valutarla. Ma i nostri interventi richiedono programmazione e finanziamenti da autorizzare in Regione». In attesa della soluzione, nessuno alimenta la polemica per non compromette gli esiti del lavoro degli uffici.
Pertanto è stato proposto al Parco di Migliarino San Rossore: «Da cittadino litoraneo ci tengo che la sabbia di qualità sia usata per il nostro arenile». Però il Parco non ha competenze, che ricadono sulla Provincia, la quale a sua volta, chiarisce il presidente Andrea Pieroni, opera «su delega della giunta Toscana», perché San Rossore è una tenuta di interesse regionale. Non è solo una questione burocratica: Pieroni specifica che si tratta di «un prezzo "politico", non di costo zero», perché il materiale va prelevato e movimentato; e poi ci vuole un progetto su come sfruttarlo».
Insomma, «apprezziamo l'offerta e c'è l'impegno per valutarla. Ma i nostri interventi richiedono programmazione e finanziamenti da autorizzare in Regione». In attesa della soluzione, nessuno alimenta la polemica per non compromette gli esiti del lavoro degli uffici.
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